martedì 22 maggio 2012

Il dolore, fisico o morale, distacca l'uomo da se stesso; lo concentra nella sua vita spirituale per fargli trovare i mezzi per vincerlo, rende quindi più viva la vita dello spirito. Egli trasporta il dolore dal corpo nell'anima e si preoccupa,si affligge; dall'anima non può che trasportarlo in Dio, perché tocca con mano la propria insufficienza, e prega e si umilia, e sente il bisogno di essere in pace con Dio perfezionandosi, osservandone la legge. L'uomo non può andare a Dio senza conoscerlo; il dolore lo disgusta dalla terra, gli fa vedere che tutto è vanità, lo concentra nel pensiero di Dio. Questo è il dolore che ripara la miseria umana. Anche quando l'uomo soffre male e si agita soltanto, anche allora il dolore lo eleva senza che egli se ne accorga, perché lo distacca dalla materia.
(Padre Dolindo)

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