Carissimi amici, Marija Lunetti, nel comunicare il messaggio di questo mese a Radio Maria, ricordava che la Madonna disse nel 1987 che i messaggi del 25 sono per tutti quelli che vogliono camminare sulla strada della santità. E’ necessario, allora, accostare anche questo messaggio sapendo che il suo scopo ultimo non è quello di essere letto, ma quello di farci fare un passo in avanti sul cammino, guidati per mano da Maria. Cerchiamo, quindi, di cogliere da esso alcuni spunti concreti per il nostro cammino di questo mese.
Il messaggio di questo mese inizia con la frase: "Cari figli, con gioia anche oggi vi invito: aprite i vostri cuori ed ascoltate la mia chiamata”. La Madonna ci viene incontro fin da subito sottolineando la gioia che prova a rivolgersi a noi, in altri messaggi ci aveva detto di non essere stanca, qui ci dice che la sua disposizione intima con cui si rapporta con noi è quella della gioia. Quanto è importante questo! Tante volte noi ci soffermiamo sul fatto che non siamo capaci, non siamo bravi, non siamo obbedienti e degni, ed è vero. Ma spesso ci dimentichiamo che, essendo suoi figli, siamo sempre e comunque motivo di gioia per Lei! Lei ci guarda con gli occhi di chi ama davvero e per questo coglie in noi, in ogni situazione, le potenzialità ed il bene che Dio ha seminato in ciascuno di noi, quello stesso bene per cui , creando l’uomo, Dio vide che “era cosa molto buona”! Ecco, allora un primo motivo di riflessione: Maria si rapporta a me con gioia … e io come mi rapporto a me stesso? Mi accuso più del necessario, tanto da non vedere più cosa c’è di buono in me e di perdere la speranza che anche io posso finalmente cambiare e fare ciò che Lei mi dice?
In questa luce acquista tutto il suo ricco significato anche l’espressione “anche oggi”. La gioia che Maria prova nel rivolgermi la sua chiamata, infatti, non è frutto di una sua infatuazione passeggera per me, ma è continua, perseverante rinnovata ogni singolo giorno, nonostante tutte le cadute e le debolezze che Lei vede essere ben presenti in me. Se questa gioia è così perseverante, possiamo essere sicuri che è vera, salda: su questa sua gioia possiamo appoggiarci nei momenti di stanchezza del nostro cammino, si: proprio in quelli che incontreremo …. anche oggi! Secondo spunto concreto: nella nostra preghiera di questo mese cerchiamo di riposare e prendere forza dalla gioia che Maria ha nell’intrattenersi con noi, in ogni “oggi”: in quelli in cui possiamo offrirle qualche piccola vittoria, come in quelli in cui possiamo darle solo la nostra debolezza.
La Regina della pace ci rivolge poi il suo invito ad aprire i nostri cuori e ad ascoltare la sua chiamata. Come ho cercato di far notare nella mia traduzione della prima frase del messaggio, i verbi che Maria utilizza in croato sono due imperativi. Perché è importante notarlo? Perché, benché quello di Maria sia un invito che quindi non ci forza in alcun modo, esso è tuttavia molto forte, accorato: come quello di una Madre che vede i suoi figli cercare la strada giusta e con forza dice loro “Per di qua, per di qua!”. Gli inviti che la Madonna ci rivolge sono sempre accorati perché vengono direttamente dal suo Cuore che batte per noi sempre con la più grande intensità. I suoi inviti non sbiadiscono con gli anni – ormai 30! -, né Lei si lascia prendere da alcun tipo di abitudinarietà!
Essere consci di tutto ciò è molto importante per poter mettere in pratica ciò a cui ci invita: aprire i cuori ed ascoltare la chiamata. Sappiamo bene, infatti, dalle nostre esperienze quotidiane che si può aprire il cuore solo a qualcuno che siamo certi che ci ama e come possiamo esserlo? Solo se vediamo che è fedelmente con noi, che la sua qualità di affetto – che si esprime in parole e gesti – non muta. Ecco, possiamo allora aprire con fiducia totale il cuore a Maria perché vediamo che Lei ci segue e ci invita sempre con lo stesso desiderio e la stessa sollecitudine verso di noi! Lei non si lascia vincere né scoraggiare dalle nostre stanchezze, il suo amore verso di noi è nuovo e fresco ogni giorno! … E il mio verso di Lei? Mi lascio scoraggiare o distogliere dal cammino o sono preso da sfiducia perché forse non vedo nessun risultato materiale, o persevero?
Aprire il cuore, il “nostro” cuore, significa anche non nascondere nulla, non trattenere nulla per noi di ciò che c’è dentro: gioie e dolori, lati belli e meno belli di noi, perché Lei possa prendere tutto nelle sue mani e indicarci in che situazione deve essere il nostro cuore per ascoltare la sua chiamata. Sì, perché l’ascolto in senso biblico non è cosa delle orecchie, ma è precisamente cosa del cuore! E’ un “piantare nel cuore” ciò che Lei ci dice perché possa crescere sotto la sua guida. Il cuore è quel terreno di cui ci parlava proprio ieri Gesù nel Vangelo: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell'orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra» (Mc 4). Dunque, aprire il cuore significa donarlo in pienezza a Lei affinché divenga terreno buono per il seme divino, per la chiamata che Lei ci porta da parte di Dio! Chiediamoci: le parole del Vangelo e quelle di Maria scendono nel mio cuore o rimangono nelle mie orecchie? Lascio che Lei porti avanti il lavoro di preparazione del mio cuore? Chiediamo a Lei che questo mese sia un mese di semina abbondante e fruttuosa in ognuno di noi e … arriverà anche il tempo dei frutti!
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