lunedì 5 marzo 2012

Fiducia piena e cieca in Dio solo_DonDolindo

 Nel fondo di certe uniformità sporadiche alla divina volontà, fatte non già per pieno e filiale abbandono nel Signore, ma per una certa ostentazione, c’è la nostra volontà in pieno, e quindi c’è l’ostacolo più formidabile al completo sviluppo dei disegni di Dio su di noi. Tutto ci riesce bene quando siamo abbandonati al Signore, perché allora è Lui che domina la nostra vita, ed è padrone di disporre della nostra libera volontà. Noi siamo come quei barometri con il fantoccio che entra ed esce dalla casetta; quando ci dilatiamo in Dio, usciamo alla luce, e il tempo del cuore è tutto sereno, quando ci restringiamo in noi stessi ci ritiriamo nelle nostre tenebre e nelle angustie del nostro cuore, ed allora tutto è tempesta, è scroscio di pioggia, è uragano che infuria.Perché Dio sia con noi è necessaria l’umiltà e l’obbedienza, la semplicità e la pace, perché Egli non dimora con i superbi e non può agire da padrone nelle anime agitate. Dio sceglie la via del dolore e delle umiliazioni per le anime che gli sono care, per ottenere che esse gli si donino, e nel fallimento di ogni loro iniziativa confidino in Lui solo. Questa è la loro prosperità, questo è il segreto della loro fecondità.
Benediciamo Dio! Non ci concentriamo nei nostri dolori, non li consideriamo con un senso di pessimismo e con un senso di affanno esagerato, quasi che tutto fosse finito per noi. Più infuria l’uragano e più dobbiamo essere solleciti a rifugiarci nell’unico ricovero impermeabile all’acqua della tribolazione e sicuro nella tempesta: La volontà di Dio!

Nessun commento:

Posta un commento