La chiesa di Maria Ausiliatrice era fredda e deserta in quel pomeriggio del 2 gennaio 1869. Solo un distinto signore girava lentamente, osservando gli altari. Si fermò di fronte al quadro della Madonna, poi si diresse verso l'uscita. Giunto sotto la cupola vide per terra un biglietto bianco, piegato. Diede quindi uno sguardo attorno, per accertarsi che nessuno lo osservasse. Intravide solo, dietro l'altare, la figura del sacrestano che rientrava in sacrestia. Si chinò, prese il biglietto e lo aprì. Vi erano scritte, dalla mano di un ragazzo, poche righe: «Un giorno di dicembre è morto un tuo compagno, giovane come sei tu. Se la morte sorprendesse anche te, che ne sarebbe dell'anima tua? O eternamente felice in Paradiso o eternamente dannato nell'inferno». A quella lettura il signore rimase come folgorato. Sotto le lettere ingenue tracciate dal ragazzo, vide aprirsi uno squarcio d'eternità. Il pensiero della morte non lo aveva mai colpito così intensamente come in quel momento. Anche lui sarebbe morto un giorno e dove sarebbe finito? La sua coscienza in quel momento non era certamente limpida e serena come quella dello sconosciuto ragazzo che aveva vergato quelle incisive parole. Cadde in ginocchio su un banco, stringendosi la testa tra le mani. D'un tratto si scosse, quindi si alzò, mise il biglietto nel portafogli e si avviò con passo nervoso verso la sacrestia. Quando vi entrò con il volto contraffatto, il sacrestano si spaventò. Il signore cercò di darsi un contegno e, per tranquillizzarlo, chiese di un prete. Poco dopo, inginocchiato al confessionale, deponeva ai piedi del ministro di Dio il pesante fardello della sua vita disordinata. Quando si alzò era sereno, raggiante di gioia. Estratto il portafoglio, mostrò il biglietto al sacerdote, dicendo: «Conosce lei chi ha scritto queste righe?». «Certamente; è un bravissimo ragazzo», rispose il sacerdote. «Abbia la bontà di dirgli - riprese il penitente - che la Madonna si è servita di lui per salvare un'anima. Sono avvocato e da vent'anni non mi ero più accostato ai Sacramenti. Ora questo biglietto mi ha sconvolto e trasformato. Se potessi, m'inginocchierei ai piedi di quel ragazzo per ringraziarlo del bene che mi ha fatto. E mi scusi se non gli restituisco il biglietto. È la cosa più cara che porterò sempre con me».
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