lunedì 5 dicembre 2011

«Lo perdono per amore di Gesù!»

Martino Crespo raccontò che, dinanzi al cadavere di suo padre, morto assassinato, giurò vendetta. Nessuno avrebbe potuto distoglierlo da questo proposito. Era de­ciso a vendicarsi. Tutti lo sapevano. Mentre la mamma e gli altri parenti avevano deciso di perdonare, Martino cercava solo l'occasione propizia per mettere in atto il suo turpe proposito. Era Venerdì Santo. Durante la pro­cessione di Gesù morto, dinanzi a quell'immagine gron­dante sangue, il predicatore, quasi additando il feroce giovane deciso nella sua vendetta, lo esortava al perdo­no. Ma quello sventurato, in mezzo alla folla atterrita, gridò: «Non mi tormentate, vi dico che è inutile. So io quello che devo fare». Il predicatore rimase impietrito. San Pasquale Baylon, allora giovane frate, invece, si av­vicinò al poveretto, che sembrava invaso dal diavolo e gli sussurrò amabilmente, con il crocifisso tra le mani: «Perdona, o figlio! Perdona per quel Gesù che si fece crocifiggere ed ha dato la vita per me, per te, per tutti noi. Perdona per suo amore!». li giovane, a quelle pa­role, rimase folgorato, proprio come Saulo sulla via di Damasco. Depose l'odio e si convertì. Il lupo feroce era diventato un agnello. La grazia aveva vinto. «Sì, sì, lo voglio - esclamò Martino commosso, a voce bassa, tra le lacrime -. Lo perdono, per amore di Gesù! ». Fra Pa­squale aveva ottenuto il miracolo della sua conversione tra l'ammirazione dei presenti.
 

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