venerdì 23 settembre 2011

Facciamo silenzio ed ascoltiamo


Io non mi allontano mai da voi; e l'anima vostra deve essere così scortese da
allontanarsi da Me? Entro , pieno di grazie, in un cuore, e mentre mi dispongo
a versarle a profusione, esso si chiude in se stesso e mi costringe ad uscire.

Come vado allora alla ricerca di cuori fedeli che sappiano comprendere e riparare!
...
Non vuoi essere nel numero di queste anime delicatissime?...Oh, potessi avere nel
tuo cuore un rifugio, un luogo di riposo e di ristoro, nel diluvio di iniquità che allaga il mondo!

Ho sempre bisogno di cuori fedeli, e in tutti i tempi me ne sono preocurati.
Se accetti di essere di questo numero consacrati proprio all'Amore Infinito con
dono irrevocabile.
Non è faticoso questa dedizione: è un'onda pura di sorgente che si riversa
placidamente nel mare del Divino Amore...

Quando un'anima si dà tutta a Me, è nella natura della mia bontà infinita
di accettarla, anzi assorbirla in Me, qualunque sia la sua piccolezza e indegnità.

Gesù

Scintilla

Il verbo amare è uno dei più difficili da coniugare: il suo passato non è semplice, il presente non è indicativo e il suo futuro non è che un condizionale.  - Jean Cocteau. 

IL CALCIO

"Io ero un grande bestemmiatore - narra un toscano che di professione faceva il mediatore - e venuto da Padre Pio per confessarmi, quello fu il primo peccato che dissi.

S´infuriò e me ne disse di tutti i colori, dandomi anche del ciuco. Notando poi che ero sinceramente pentito, con più dolcezza mi ripetè che ero un ciuco e che se bestemmiavo un´altra volta mi avrebbe dato un calcio nel sedere. Infine ebbe il coraggio di darmi l´assoluzione, fissandomi poi come per dire : fila dritto! Un giorno di mercato mi trovavo in piazza a Firenze e mentre stringevo un contratto, preso dall´affare, mi scappò una bestemmia alla Madonna. Immediatamente mi sentii un calcio nel sedere tanto potente da sollevarmi da terra. Feci un urlo sull´istante per aggredire il provocatore; ma, non vedendo nessuno, mi rigirai e notai che tutti mi guardavano sorpresi, come se fossi impazzito. Allora mi venne in mente l´ammonimento del Padre e senza alcun pudore, mi misi a piangere come un bambino per il pentimento e la commozione." (Probo Vaccarini - " Anch´io .... Pendolare del Padre")

Il Frate che dirottava gli aerei

Diversi piloti dell´aviazione anglo americana di varie nazionalità (inglesi, americani, polacchi, palestinesi) e di diverse religioni (cattolici, ortodossi, musulmani, protestanti, ebrei), che durante la seconda guerra mondiale, dopo l´8 Settembre del ´43, si trovavano nella zona di Bari per compiere missioni in territorio italiano, furono testimoni di un fatto clamoroso.
Ogni volta che, nel compiere le loro missioni militari, si avvicinavano a zone del Gargano nei pressi di San Giovanni Rotondo, vedevano nel cielo un frate gigantesco che protendendo le mani ferite, proibiva loro di sganciare le bombe. Foggia e quasi tutti i centri della Puglia subirono ripetuti bombardamenti; su San Giovanni Rotondo non cadde neppure una bomba. Di questo episodio, che è poco definire inaudito, fu testimone diretto il generale dell´aeronautica italiana Bernardo Rosini che, allora, faceva parte del "Comando unità aerea" operante a Bari a fianco delle forze aeree alleate. "Ogni volta che i piloti tornavano dalle loro missioni" mi raccontò il generale Rosini "parlavano di questo frate che appariva in cielo e dirottava i loro velivoli facendoli tornare indietro." "Tutti ridevano increduli ascoltando quei racconti. Ma poichè l´episodio si ripeteva, e con piloti sempre diversi, il generale comandante decise di intervenire di persona." "Prese il comando di una squadriglia di bombardieri per andare a distruggere un deposito di materiale bellico tedesco che era stato segnalato proprio a San Giovanni Rotondo. Fino a quel momento nessuno era mai riuscito a dirigersi in quella direzione per la presenza nel cielo di quel misterioso fantasma che dirottava gli aerei." "Dopo quello che stava succedendo da qualche tempo, a terra c´era molta tensione. Eravamo tutti curiosi di conoscere il risultato di quella operazione. Quando la squadriglia rientrò andammo a chiedere informazioni." "Il generale americano era sconvolto. Raccontò che, appena giunti nei pressi del bersaglio lui e i suoi piloti avevano visto ergersi nel cielo la figura di un frate con le mani alzate. Le bombe si erano sganciate da sole, cadendo nei boschi, e gli aerei avevano fatto un´inversione di rotta, senza alcun intervento da parte dei piloti." "Quella sera l´episodio era stato al centro di discorsi e discussioni. Tutti si chiedevano chi fosse quel fantasma cui gli aerei avevano misteriosamente obbedito. "Qualcuno disse al generale comandante che a San Giovanni Rotondo viveva un frate con le stigmate, da tutti considerato un santo e che forse poteva essere proprio lui il dirottatore. Il generale era incredulo ma disse che, appena gli fosse stato possibile, voleva andare a controllare." "Dopo la guerra, il generale, accompagnato da alcuni piloti si recò nel convento dei cappuccini."
"Appena varcata la soglia della sacrestia, si trovò di fronte a vari frati, fra i quali riconobbe immediatamente quello che aveva fermato i suoi aerei. Padre Pio gli si fece incontro e, mettendogli una mano sulla spalla, gli disse: "Dunque sei tu, quello che voleva farci fuori tutti". "Folgorato da quello sguardo e dalle parole del frate, il generale si inginocchiò davanti a lui. Padre Pio aveva parlato, come al solito, in dialetto beneventano, e il generale in inglese ma i due si compresero perfettamente tanto che il generale era convinto che Padre Pio avesse parlato in inglese. Il generale, che era protestante, si convertì al cattolicesimo"

(il Generale Bernardo Rosini a Renzo Allegri)

La chiesa era piena di gente

La chiesa era piena di gente, ed io tra la folla pensavo che non mi avrebbe neanche notata. Lo guardavo attentamente per vedere cosa avesse di diverso dagli altri. E avvenne una cosa singolare. Lui fissò gli occhi proprio su di me, mi fissò con uno sguardo che mi diceva un´infinità di cose e mi accusava di aver pensato e detto cose molto gravi su di lui.
Mi sentii un verme. Mi vergognavo tanto tanto da non poter sostenere il suo sguardo. Mi volsi e abbassai la testa. Avrei voluto fuggire per sottrarmi a quello sguardo. Non so quanto tempo rimasi a testa bassa, così vergognosa. Poi, pian piano alzai gli occhi per vedere se mi fissava ancora.
Vidi che sorrideva. Allora subentrò in me una grande gioia, mi sentii come sollevata dal fango in cui ero. Da quel momento capii chi era Padre Pio.

SE MI APRI LA PORTA...

Se le creature mi conoscessero come sono, mi amerebbe­ro davvero di vero cuore e con tutta l'anima loro. È l'igno­ranza che tiene indietro l'amore. Amami, credi al mio amore per te e per tutte le creature uscite dalle mani onnipotenti del vostro Dio. lo sono felice in Cielo: eppure mi fate compassione, mi occupo di voi e vi amo tanto. Se sapeste come sto sempre, con l'orecchio della mia mi­sericordiosa bontà, proteso per accorrere subito, appena mi desiderate! Appena cercate, volo a soddisfare ogni vostro pos­sibile desiderio. Ma ben pochi mi trattano confidenzialmente. Sono molto rare le anime che confidano in Me con quella pienezza di fe­de, che sforza l'onnipotente mia Volontà. Dov'è quella fede che, in tutte le vicende della vita, sa prendere saggiamente e santamente in bene quanto succede? Per molte anime lo non sono più l'unico e vero Signore, che conosce e ha cura di ogni cosa creata. Sarei un essere passivo, che tutto vede e tutto tollera (secondo loro) con in­differenza glaciale. Che torto mi fate pensando così! Che oltraggio al mio Di­vin Cuore, tutto premura e attenzione anche per il minimo di voi!

La morte: fa paura davvero?

Padre Pio non solo vedeva chiaramente dove stavano i defunti, ma di tanti viventi sapeva la durata della vita, il giorno della morte, il tempo dell´eventuale sosta in Purgatorio e dell´entrata gloriosa in Paradiso. Una mattina, celebrata la S. Messa e terminato il ringraziamento, che faceva seduto in sacrestia, il Padre si alzò in piedi. Guardò attorno e poi chiamò un uomo: "Vieni sopra con me !"
Fatto strano. Tutti mossi dalla curiosità e dalla santa invidia, guardammo meravigliati quell´uomo fortunato che, contento, seguiva il Padre. Dopo una buona mezzora, lo vidi scendere lento, pallido e mesto. Mi avvicinai: "Come va?" gli chiesi. Stentava a parlare.
Finalmente riuscì ad aprir bocca e mi disse: "E´ la prima volta che vengo a S. Giovanni Rotondo. Non ho mai visto Padre Pio. Appena in corridoio, mi ha invitato a entrare in cella. Poi mi ha domandato: "Come stai? ". "Bene", ho risposto.
Quindi, con voce commossa, ha continuato: "Amico mio, fra una settimana lascerai questo mondo. Non temere! Preparati con umiltà. Ti starò continuamente vicino, e io stesso ti accompagnerò in Cielo".
Io rimasi turbato. Non riuscivo a dirgli una parola. Lo guardavo con grande affetto. Poi me lo presi sottobraccio e, con tremore cominciai a dirgli qualcosa. Quel pover´uomo comunicò il fatto anche agli amici con i quali era venuto a San Giovanni Rotondo. A uno a uno ammutolivano tutti, mettendosi in disparte. Dopo qualche tempo rividi gli amici di ritorno a S. Giovanni Rotondo.
Chiesi subito notizie e mi dissero: "Dopo un paio di giorni, quell´uomo improvvisamente si è ammalato e, giusto dopo una settimana, come gli aveva predetto il Padre, è morto. Se si è avverata la morte, certamente si sarà avverato che è in Paradiso. Beato lui!" Anch´io risposi: "Beato lui".
La gente venne a conoscenza del fatto e tutti avevano paura di essere chiamati dal Padre dopo la Messa.
(Don Pierino Galeone)