In Libano, c’erano una volta due vicine: una era molto povera; il marito faceva il giro dei mercati, ma non guadagnava un soldo. L’altra era ricca, ma non era mai contenta: si lamentava continuamente della sua sorte e del suo amaro destino. La Pasqua era ormai prossima. Nella casa della povertà non c’era niente, eppure nel cuore della donna restava una speranza. Decise di prendere i vestiti di tutti i bambini, di scendere al fiume e fare il bucato.
Cosi, almeno i bambini avrebbero indossato vestiti puliti per la festa. Si siede sul bordo del fiume, lava e lava, e le sue lacrime si uniscono alla schiuma del sapone. Ad un tratto, scorge accanto a sé un vegliardo, dal volto pieno di compassione: “che cosa ti è accaduto, mia povera donna? Ti manca forse qualcosa?”.
La donna si affrettò a rispondergli che non le mancava niente, solo che le era entrata negli occhi dell’acqua insaponata e per questo piangeva.
“Hai tutto pronto per la festa?”.
"Si".
“Hai pane e vino?”:
"Sicuro!"
“Le candele e la tovaglia sono pronte?”
"Ma certo!"
“Se le cose stanno cosi, arrivederci, e buona festa!”.
Il giorno dopo, la donna ricca scese al fiume a fare il bucato, brontolando sul duro lavoro che precede la Pasqua. Ad un tratto, anche lei si accorse che aveva accanto un vecchio, che le pose le stesse domande che aveva poste il giorno prima all’altra donna.
A tutte le domande la donna rispose con furore e amarezza: "Niente!"
Non aveva preparato niente, non aveva niente, e la sfortuna perseguitava suo marito.
L’uomo augurò anche a lei una buona festa e scomparve.
La sera della festa, non c’era niente nella casa della povertà.
La tavola era vuota e la stanza era buia. I bambini erano affamati, ma indossavano abiti puliti, e la tovaglia era candida.
Dalla donna ricca invece c’erano molte cose sul tavolo, ma sui volti dei commensali non si notava nessuna gioia: le loro bocche erano piene di lamentele.
Comparve in strada il vegliardo dalla barba bianca.
Con il suo bastone bussò alla porta della donna ricca e annunciò: “Quel che hai detto sulla riva del fiume si avveri!”.
Poi bussò alla porta dell’altra donna e disse: “Quel che hai detto sulla riva del fiume si avveri!”.
Ed ecco che la tavola si riempì di cibi prelibati, lampade d’argento che pendevano dal soffitto e la casa fu piena di gioia, di allegria e di canti festosi.
La donna volle ringraziare il misterioso uomo, ma era già sparito.
Capì che non era altri che il profeta Elia, che il suo ricordo ci sia di benedizione.
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