martedì 21 giugno 2011

ERMANNO WIJNS (10 anni)

Ancora assai piccolo scopre che la S. Messa è il Tesoro più prezioso che esista sulla terra per dono di Cristo. Vive solo per poter celebrare un giorno la S. Messa, diventato sacerdote di Dio.

Ermanno Wijns, nato il 15 marzo 1931, a Merksen presso Anversa in Belgio, è figlio di un com­merciante grazie al quale la famiglia gode, per il mo­mento di un certo benessere. Dai suoi genitori, il pic­colo impara a pregare mattino e sera, a partecipare al­la Messa ogni domenica e a voler bene a tutti. Un giorno, rientrato a casa dai suoi giochi, vede il papà che sta sgranando il Rosario alla Madonna: "Voglio anch'io pregare come te - gli dice - che cosa aspetti a insegnarmi?". Da qual momento, pregherà anche lui con la corona tra le mani.

Ha appena cinque anni, ma è assai intelligente e possiede una memoria formidabile, per cui i suoi ge­nitori lo iscrivono subito alla scuola elementare tenu­ta da buoni religiosi. Quelli, vedendolo troppo picco­lo, lo sottopongono a un esame, ma lui li stupisce con la sua preparazione. Così, più allegro che mai, comin­cia a frequentare, un anno prima degli altri, la prima classe delle elementari. Ogni trimestre, i suoi voti sono sempre più belli: a scuola impara tante cose e si ap­passiona a tutto, in primo luogo consoce sempre più il Signore Gesù e stringe amicizia sempre più forte con Lui. Primo della classe, è pero sempre pronto ad aiu­tare tutti e accetta volentieri i piccoli sacrifici dello studio, dell'ordine, anche se è assai vivace.

"La Messa è un fatto grandissimo" - Al mattino vede il papà uscire. "Dove vai?" gli domanda Ermanno. "Vado a Messa". "Papà vengo an­ch'io " - decide. Da quel giorno, il papà gli spiega che cos'è la S. Messa e lui impara che Gesù rinnova il suo Sacrificio sull'altare e alimenta i suoi amici con il suo Corpo. "Allora, è un fatto grandissimo" - commenta. "Quando potrò anch'io ricevere Gesù nella Comunione?". Nella sua parrocchia, primavera 1937, inizia il catechismo per i bambini in preparazione alla prima Comunione. Ermanno ha solo sei anni, ma insi­ste con i genitori, con il parroco: "Anch'io voglio pre­pararmi, anch'io farò quest'anno, la prima Comunione!".

Lo vedono consapevole e gli consentono di fre­quentare il catechismo. Il 14 luglio 1937, realizza il suo primo grande sogno: riceve Gesù eucaristico per la prima volta, raccolto, attento, davvero un piccolo innamorato del Signore, e gli offre un proposito da "gigante": "Ti riceverò tutti i giorni". Da quei giorni, parteciperà ogni giorno alla S. Messa, sempre con la Comunione, preparato dalla confessione ogni settima­na e da un intenso impegno di vita cristiana.

Il papà gli domanda: "Che cosa farai da grande?". Ermanno non ha alcun dubbio: "Prima imparerò a servire la S. Messa, poi, inizierò gli studi e diventerò prete". Dopo qualche mese, torna alla carica: "Devi prepararti - gli risponde il papà che è proprio un buon cristiano - diventando sempre migliore, offrendo a Dio i tuoi sacrifici!". Il bambino capisce che per Gesù occorre essere pronti a tutto, s'impone diverse morti­ficazioni ed accetta con amore le sofferenza che in­contra.

Un giorno, la zia gli regala un paio di scarpe nuo­ve, che però gli fanno un gran male ai piedi. Accetta ugualmente di calzare ed esce in una lunga passeg­giata per la città. Quando rientra, dopo un vero mar­tirio, i suoi piedi sanguinano, ma non si lamenta, per­ché ha offerto tutto a Gesù, contento di soffrire per Lui e di aver fatta contenta la zia. Durante l'estate, fa un gran caldo ad Anversa e Ermanno pensa che Gesù sul­la croce ha patito anche la sete. Per lunghi giorni, per suo amore, rifiuta di bere fuori dei pasti, per poter of­frire qualcosa al suo grande Amico e dirgli il suo amo­re, concretamente. L'inverno 1940/41 è freddissimo e lui ha i geloni ai piedi. "Non uscire, resta a casa" - supplica la mamma. "Non posso - le risponde - Gesù mi attende alla S. Messa".

In casa Wjins capita un'enorme disgrazia. Il papà, troppo buono, ha aiutato un collega di lavoro in diffi­coltà, ma costui fa fallimento. Così il signor Wjins, per sostenere l'amico, perde tutto, trovandosi espro­priato del negozio, senza lavoro e ogni giorno più po­vero. Con la sua fede grande, non dispera: prega la Madonna con il Rosario. Ermanno comprende il dramma della sua famiglia: non si spaventa anche se non ha più la vita facile come prima e deve rinuncia­re a tante cose. Conforta i suoi genitori e li incoraggia a pregare. "Preghiamo, preghiamo tanto. Tutto si ag­giusterà. Mamma, non essere triste: se noi preghiamo con fede, papà ritroverà il lavoro".

"Io continuo a pregare" - Ogni sera, Ermanno con papà va a far visita a Gesù nel Tabernacolo. Al ritorno, pregano insieme la Madonna con il Rosario: ha imparato i 15 misteri e perfino le 150 invocazioni di S. Luigi de Montfort, da aggiungere al nome Gesù, in ogni Ave Maria. In casa, ora c'è miseria e a volte il cibo è scarso. Il bambino non si lamenta e, dopo la scuola, riesce a guadagnare ogni giorno un piccolo gruzzolo di soldi con alcuni la­voretti ed è felice di darli ai genitori.

Una sera, il papà gli dice che non potrà più man­darlo a scuola dai religiosi e che dovrà andare alla scuola statale. È un dolore molto grande che Ermanno non può sopportare: perde l'appetito, singhiozza in­consolabile. I suoi genitori vendono i pochi gioielli ri­masti affinchè il loro unico figlio possa ancora fre­quentare la sua scuola amata e trovarsi in un ambien­te educativo cristiano, senza rischiare di trovare mae­stri, compagni e idee stolti.

La vita si è fatta troppo dura. Una volta, mentre con papà recita il Rosario, la mamma sbotta: "A che serve pregare? Tanto Dio non ci ascolta!". Ermanno le risponde: "Mamma, la forza della preghiera sta nel continuare a pregare, vedrai, il Signore è buono e mi ascolterà". All'indomani, rientrando con il papà dalla Messa, domanda alla mamma: "Non ti vedo più pre­gare. Perché non vieni anche tu alla Messa con noi?". "A te non interessa quel che faccio io!" - gli risponde. Ed Ermanno: "Un giorno, papà e io saremo in Paradiso, e tu dove sarai?".

Continua a essere fedele al suo programma: "Preghiera e penitenza". Si alza, prestissimo, ogni mattina, si reca subito alla chiesa, dove recita il suo primo Rosario, poi partecipa alla Messa. Dopo pran­zo, il secondo Rosario, alla sera, il terzo... Ed è solo un bambino di nove anni. Ora anche nella sua terra, c'è la guerra terribile. I tedeschi hanno invaso il Belgio e dilagano dappertutto: ovunque c'è un clima di paura. Ermanno lo sente, ma si fida della Madonna: "È la nostra Mamma e ci aiuterà sempre".

Insiste per poter finalmente servire all'altare... Il papà gli dice: "Dovrai andarci tutti i giorni, anche du­rante le vacanze, anche quando dovrai rinunciare ad una gita". Ermanno accetta a qualsiasi condizione, pur di essere vicino a Gesù che discende sull'altare, si offre al Padre... Ha imparato tutte le preghiere in lati­no - come si celebrava allora la Messa; sa persino aprire il Messale alla pagina giusta per la liturgia ogni giorno. Torna dal suo "servizio", radioso: "Se hai qualche grazia da ottenere dal Signore - spiega alla mamma - dillo a me, che sono il più vicino a Lui". È innamoratissimo di Gesù eucaristico e gli ripete mille volte al giorno: "Ti voglio bene". Non lo dimentica neppure nel gioco.

È il momento in cui decide di risolvere a tutti i co­sti la triste situazione famigliare della mancanza di la­voro. Comincia con una novena alla Madonna, conti­nua con una seconda, una terza... Prega fino alla ven­ticinquesima novena. All'inizio della 25° novena, la Madonna lo esaudisce: il papà trova lavoro al mini­stero. Commenta Ermanno: "Vedete quando si perse­vera, si ottiene tutto".

Sacerdote di desiderio - Il 24 maggio 1941, come ogni altro giorno, Ermanno serve la Messa al parroco. Al termine, il buon prete gli domanda: "Davvero vuoi farti prete?". "Sì, o prete o nulla!". Al pomeriggio dello stesso gior­no, trova per la strada un Crocifisso, lo porta a casa, lo pulisce, lo bacia, lo appende nella sua camera. "Devo offrirgli - disse - la mia vita in riparazione dei pec­cati del mondo ". Verso sera, giocando con alcuni ami­ci, cade e si ferisce assai gravemente a una gamba. Perde molto sangue. Portato all'ospedale, durante la notte e poi, all'in­domani, subisce due interventi dolorosi: è tanto gran­de il suo dolore che sembra non capire più nulla. La suora che lo veglia, si accorge che il ragazzino. parla con qualcuno. Quando è un po' più calmo, gli doman­da: "Che cosa hai visto, piccolo mio?". Risponde: "Ho visto la Madonna. È così bella. Ora che l'ho vista, non posso più guardare un 'altra persona sulla terra ".

Il 26 maggio 1941, in piena lucidità, fa la sua ul­tima confessione, riceve Gesù eucaristico, l'Unzione degli infermi. È tranquillo, con una gioia, sul volto, come chi va ad una festa lungamente attesa. Il sacer­dote che l'assiste, gli ricorda: "Tu non hai paura, tu vai incontro al Signore".Mormora: "E starò con Lui per sempre".

Si spegne, pochi istanti dopo: il suo volto si illu­mina in un sorriso meraviglioso, il primo sorriso ri­volto a Gesù appena lo vede faccia a faccia, così co­me Egli è. Un illustre religioso amico della famiglia, dice: "Ermanno aveva un unico sogno, un grandissi­mo desiderio, quello di farsi prete. È morto a dieci anni senza diventarlo. Ma davanti a Dio, è in qualche modo sacerdote: sacerdote di desiderio, perché altri ragazzi e giovani lo diventino in realtà al suo posto". La sua tomba, ancora oggi, a più di 65 anni dalla sua morte, è meta di continui pellegrinaggi. Ermanno è ormai conosciuto in tutta la terra. Quelli che lo pre­gano sono aiutati nel corpo e nello spirito. Molti, leg­gendo la sua storia, ritrovano Dio.

Tratto da: “In braccio a Gesù” Profili di ragazzi esemplari di Paolo Risso

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