martedì 21 giugno 2011

LA VITA CRISTIANA

Essere cristiani significa:
- Amare Dio e il prossimo, ogni prossimo.
- Frequentare i sacramenti: confessarsi almeno una volta al mese e ogni volta che si pensa di aver commesso una colpa grave; comunicarsi almeno ogni domenica partecipando alla santa Messa.
- Recitare il santo rosario alla Madonna - è un'arma di salvezza importantissima - ogni gior­no. Un quarto d'ora ci deve ben essere per la nostra Mamma celeste.
- Combattere ogni ipocrisia e menzogna. Esse­re sinceri e presentarsi nelle idee e nei fatti come si è, in verità.
- Non giudicare e non condannare nessuno, non parlare e non pensare male, non fare del male a nessuno, al contrario apprezzare e pensare bene di tutti.
- Essere onesti sul lavoro e con le leggi dello sta­to, da cittadini esemplari.
- Obbedire alla dottrina della Chiesa, agli inse­gnamenti del papa e della gerarchia.
Essere casti cioè rispettosi dell'alto significato del corpo e del sesso, combattendo ogni impurità che turba il cuore.
- Formarsi una buona e sana coscienza, e ascol­tarla sempre come voce di Dio.
- Avere fiducia nella misericordia di Dio senza mai disperare. La disperazione è la vittoria di Sata­na. Il peccato più grosso che si può fare è un mosce­rino di fronte al perdono senza limiti di Dio.
- Aiutare e servire il prossimo come e quanto più è possibile secondo le forze.
- Perdonare chi ci fa del male, come Dio perdo­na noi. Cercare di essere in pace con tutti.
- Ricordare che siamo pellegrini sulla terra e la nostra vera patria è il cielo, faccia a faccia con Dio per l'eternità nell'amore.
- Accettare di essere criticati e di essere aiutati e corretti per migliorare e crescere nelle virtù. - Essere pazienti, miti, mansueti nelle prove e nelle sofferenze, nelle incomprensioni e nella malattia fisica, pensando a ciò che Gesù ha patito, lui che era senza colpa. Noi siamo colpevoli e dobbiamo fa­re penitenza.
- Avere nel cuore sempre una spinta a pregare di più, sempre di più.
- Fare penitenza: la più grande penitenza è quella di essere umili e puri, di essere immacolati coi no­stri sensi, coi nostri occhi, mani, bocca, sessualità e soprattutto coi pensieri, contro Satana.
- Avere tanta gioia di essere cristiani da voler comunicare agli altri il vangelo, da voler aiutare i di­sperati, i lontani, gli atei, i poveri, i più indifesi, i più emarginati, tutti.
- Avere il cuore distaccato dai soldi, dalle cose, dagli affanni e vivere nella libertà, pur assumendosi le proprie responsabilità della vita e contribuendo a rendere migliore questo mondo.
- Ritenersi così piccoli e miseri e così indegni della bontà di Dio, da considerare tutto dono e gra­zia sua, senza attribuire nulla al proprio io e rife­rendo tutto a Dio.
- Essere pronti a testimoniare la fede fino al mar­tirio, al dono della vita.
- Essere sempre pronti a morire nel totale ab­bandono a Dio, ben sapendo che la morte può co­glierci all'improvviso.

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