domenica 3 aprile 2011

L'EUCARISTIA: UNA "PENTECOSTE PERPETUA"

L'EUCARISTIA: UNA "PENTECOSTE PERPETUA"
(BENEDETTO XVI)
Con grande gioia, carissimi amici, vi esprimo la mia gra­titudine per la vostra costanza nel leggere queste importantis­sime riflessioni sul Sacramento dell'Amore: la divina Eucaristia!
Se dovessero chiederci: «Come vorresti la tua vita?», sa­rebbe bello rispondere senza la minima esitazione: «Vorrei una vita totalmente eucaristica!». Ciò significa vivere donando total­mente se stessi a Dio nei fratelli, come fece Gesù: «Il Figlio dell'uo­mo non è venuto per essere servi­to, ma per servire e dare la pro­pria vita in riscatto per molti» (Mc 10,45). «Nessuno ha un amore più i propri amici» (Gv 15,13). Un esempio significativo è san Pao­lo, che diceva: «Vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me!» (Gal 2,20). «Mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcu­no» (1 Cor 9,22).
Credo che non esista un ideale più perfetto di questo, qualunque sia il nostro stato di vita: sposati, appartenenti all'or­dine sacerdotale o alla vita con­sacrata, persone singole o per­sone vedove... L'aveva predetto Gesù ai suoi: «Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me» (Gv 12,32). Innalzato sulla Croce, ha iniziato a donare se stesso a tutti e ha voluto perpe­tuare questo suo dono mediante la Celebraziobe eucaristica. Fino alla fine del mondo, attraverso i suoi sacerdoti, continua a ricor­darci che nessuno è escluso dal suo Amore misericordioso, anzi il suo dono non è più un puro ricordo, ma addirittura un quo­tidiano nutrimento: «Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio Corpo... Prendete e bevetene tutti: questo è il mio Sangue... » (cf. Mt 26,26-28).
“Gioisca il tuo cuore”
L’Eucaristia, proprio perché è il dono supremo dell'Amore e della Misericordia, è come un Sole, che quasi apre se stesso in innumerevoli vie di Luce fino a raggiungere tutti i cuori, facendoli palpitare di ineffabili gioie! Osia­mo dire che, nell'Eucaristia, Gesù si rende visibile a noi (agli occhi della nostra fede), realizzando la promessa fatta agli apostoli: «Vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà to­gliere la vostra gioia» (Gv 16,22). Quante volte la sperimentò santa M. Faustina, come ci racconta in questo episodio: «Durante i ve­spri vidi Gesù splendente come il sole, con una veste bianca e mi disse: "Gioisca il tuo cuore", ed una gioia grande m'inondò e mi trapassò da una parte all'altra la presenza di Dio, che è un teso­ro inenarrabile per l'anima» (Q.I, n.415).
Vi confido che la mia vocazione alla vita consacra­ta è nata proprio davanti a Gesù Eucaristia. Avevo tredici anni quan­do, durante un ritiro spirituale di tre giorni, entrai in cappella per partecipare alla preghiera comu­nitaria del pome­riggio. Quando il sacerdote innalzò l'ostensorio per la solenne Bene­dizione eucaristi­ca, sentii nell'ani­ma la chiamata di Dio ad essere per sempre sua. Nel grande silenzio che m'avvolgeva, ricevevo la benedizione di Gesù Eucaristia come la prima promessa d'Amo­re. E come la sera di Pasqua, Gesù, con il suo Corpo glorioso, entrava nel cenacolo per alitare il suo Spirito sugli apostoli, così, con infinita misericordia, mi donava il suo Spirito d'Amore, attraverso il suo stesso Corpo, Sangue, Anima e Divinità, che adoriamo nell'Eucaristia.
Sebbene non trovassi una ri­sposta adeguata all'Infinito che si chinava su di me, espressi con un'immagine il desiderio unico ed altrettanto infinito, che s'ac­cese nel mio cuore: «Gesù, voglio essere un tuo rag­gio di sole!». Col passare degli anni, Dio mi fece sperimentare che lo Spirito Santo era il Sole vivente nell'Eucaristia e che, mediante la Co­munione eucaristica, continuamente si effonde dentro di noi, fino a trasfi­gurarci con la sua Luce a tal punto da irradiarLa at­torno a noi. Così, infatti, ci spiega Bene­detto XVI nella Sacramentum caritatis: «È in forza dell'azio­ne dello Spirito Santo che Cristo stesso rimane presente ed ope­rante nella sua Chiesa, a partire dal suo centro vitale che è l'Eucaristia. La conversione sostanzia­ le del pane e del vino nel suo Corpo e nel suo Sangue pone dentro la creazione il principio di un cambiamento radicale, come una sorta di "fissione nucleare" (per usare un'immagine a noi ben nota) portata nel più intimo dell'essere, un cambiamento de­stinato a suscitare un processo di trasformazione della realtà, il cui termine ultimo sarà la trasfi­gurazione del mondo intero, fino a quella condizione in cui Dio sarà tutto in tutti (cf. 1Cor 15,28). Ciò che lo Spirito Santo tocca, conclude san Cirillo di Gerusa­lemme, è santificato e trasforma­to totalmente» (cf. nn. 11-13).
"Egli vi battazzerà in Spirito e fuoco" (Mt 3,11)
Se Dio vuole darsi a tutti, vuole anche stabilire un rapporto personalissimo con ciascuno. Comprendiamo così perché santa Maria Faustina di­chiara che l'Eucaristia è dono e testamento della Divina Miseri­cordia. Dio non ha abbandonato l'uomo in potere della morte, ma nella sua Misericordia a tutti è ve­nuto incontro, perché quelli che Lo cercano, possano trovarLo.
Solo Dio sa cosa c'è nel cuo­re dell'uomo (cf. Gv 2,25) ed ha mandato il suo Figlio come l'unico Salvatore! Secondo il di­segno del Padre, Gesù è venuto per battezzarci in Spirito Santo e fuoco (Mt 3,11). Pertanto com­prendiamo le sue parole: «Sono venuto a portare il fuoco sulla ter­ra e come vorrei che fosse già ac­ceso! C'è un battesimo che devo ricevere; e come sono angoscia­to, finché non sia compiuto!» (Lc 12,49-50). Siamo dunque salvati attraverso il dono dello Spiri­to, che Gesù effuse su tutti noi, morendo sulla Croce. Lui solo e pertanto nessun'altro può so­stituirsi a Lui nel dono del suo Spirito ad ogni creatura umana.
Il suo Spirito, infatti, non si limi­ta ad abitare in noi, ma, poiché è il nostro Creatore, può penetra­re le profondità abissali del no­stro essere fino ad operare una redenzione personalissima, una vera ri-generazione, come una nuova creazione, che ci fa real­mente figli di Dio. «A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio. a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati» (Gv 1,12-13). Si tratta di una rigenerazione, che è anche l'anelito universale delle creature, come dice bene san Paolo: «La creazione stessa attende con impazienza la rivela­zione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità - non per suo volere, ma per vo­lere di colui che l'ha sottomessa - e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella li­bertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8,19-21).

"Ogni volta elle celebriamo la Santa Messa riceviamo lo Spirito Santo"

In conclusione, lo Spirito Santo è il principio di una vita nuova in Cristo, che è pro­priamente divina ed eucaristica! Benedetto XVI nel meraviglioso Messaggio per la XXIII Giorna­ta Mondiale della Gioventù, dal tema: «Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni» (At 1,8), spiega come ciò avviene (cf. nn. 5-6). È con i sacramenti dell'iniziazione cristiana (che sono complemen­tari ed inscindibili): il Battesimo, la Confermazione e, in modo continuativo, l'Eucaristia, che lo Spirito Santo ci rende figli del Padre, fratelli di Gesù, membri della sua Chiesa, capaci di una vera testimonianza al Vangelo, fruitori della gioia della fede.
Più profondamente il Papa osserva che per crescere nella vita cristiana, è necessario nu­trirsi del Corpo e del Sangue di Cristo: infatti, siamo battezzati e confermati in vista dell'Euca­ristia. "Fonte e culmine" della vita ecclesiale, l'Eucaristia è una "Pentecoste perpetua", poi­ché ogni volta che celebriamo la Santa Messa riceviamo lo Spiri­to Santo, che ci unisce più pro­fondamente a Cristo e in Lui ci trasforma. Portiamo dentro di noi quel sigillo dell'amore del Padre in Gesù Cristo, che è lo Spirito Santo: «L'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato donato» (Rm 5,5).
Nel messale Romano il ce­lebrante implora: «A noi che ci nutriamo del Corpo e Sangue del tuo Figlio dona la pienezza dello Spirito Santo, perché di­ventiamo in Cristo un solo cor­po e un solo spirito. Così, con il dono del suo Cor­po e del suo Sangue, - sottolinea Giovanni Paolo II - Cristo accre­sce in noi il dono del suo Spirito, effuso già nel Battesimo e dato come "sigillo"nel sacramento della Confermazione» (Ecclesia de Eucaristia, 17).
Venendo in noi, lo Spirito Santo compie la promessa di Gesù ed anche la sua preghiera al Padre: «Quando verrà il Conso­latore che io vi manderò dal Pa­dre, mi renderà testimonianza... e vi guiderà alla verità tutta inte­ra» (Gv 15,26). «Padre... ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro» (Gv 17,26).
Pertanto lo Spirito Santo - afferma Benedetto XVI - illumi­na, rivelando Cristo crocifisso e risorto, e ci indica la via per di­ventare più simili a Lui, per esse­re cioè "espressione e strumento dell'amore che da Lui promana". La presenza dello Spirito in noi attesta, costituisce e costriiisre la nostra persona sulla Persona stessa di Gesù crocifisso e risor­to. Rendiamoci dunque familiari dello Spirito Santo, ci invita il Papa, per esserlo di Gesù. In tal modo la nostra vita sarà sempre più un riflesso del grande Miste­ro eucaristico!
Carissimi amici, fu questa l'esperienza di santa M. Faustina del SSmo Sacramento, che così pregava Dio: «O Gesù nascosto, in Te c'è tutta la mia forza. Fin dai più teneri anni Gesù nel San­tissimo Sacramento mi ha attirata a Sé. All'età di sette anni, mentre ero ai vespri e Gesù era esposto nell'ostensorio fu allora che mi venne trasmesso per la prima vol­ta l'amore di Dio e riempì il mio piccolo cuore ed il Signore mi fece comprendere le cose divine e da quel giorno ad oggi il mio amore verso Dio nascosto è aumentato fino a raggiungere la più stretta intimità. Tutta la forza della mia anima proviene dal Santissimo Sacramento. Tutti i momenti libe­ri li passo a colloquio con Lui, Egli è il mio Maestro» (QN, n.1404).
L'incoraggiamento di Bene­detto XVI ai giovani (cf. nn. 4-5) vale per tutti: «Lo Spirito Santo è sorgente di vita che ci santifica: ci introduce nel mistero trinita­rio, permettendoci di vivere in pienezza la fede e accendendo in noi il fuoco dell'amore. Ci ren­de così missionari della carità di Dio!... Lo Spirito del Signore si ricorda sempre di ciascuno e vuole, mediante voi giovani in particolare, suscitare nel mon­do il vento e il fuoco della Pen­tecoste!».
Dott.ssa Federica Rosy Romersa(Tratto dalla rivista: “Dives in misericordia”)

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