L'EUCARISTIA: UNA "PENTECOSTE PERPETUA"
(BENEDETTO XVI)
Con grande gioia, carissimi amici, vi esprimo la mia gratitudine per la vostra costanza nel leggere queste importantissime riflessioni sul Sacramento dell'Amore: la divina Eucaristia!
Se dovessero chiederci: «Come vorresti la tua vita?», sarebbe bello rispondere senza la minima esitazione: «Vorrei una vita totalmente eucaristica!». Ciò significa vivere donando totalmente se stessi a Dio nei fratelli, come fece Gesù: «Il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Mc 10,45). «Nessuno ha un amore più i propri amici» (Gv 15,13). Un esempio significativo è san Paolo, che diceva: «Vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me!» (Gal 2,20). «Mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno» (1 Cor 9,22).
Credo che non esista un ideale più perfetto di questo, qualunque sia il nostro stato di vita: sposati, appartenenti all'ordine sacerdotale o alla vita consacrata, persone singole o persone vedove... L'aveva predetto Gesù ai suoi: «Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me» (Gv 12,32). Innalzato sulla Croce, ha iniziato a donare se stesso a tutti e ha voluto perpetuare questo suo dono mediante la Celebraziobe eucaristica. Fino alla fine del mondo, attraverso i suoi sacerdoti, continua a ricordarci che nessuno è escluso dal suo Amore misericordioso, anzi il suo dono non è più un puro ricordo, ma addirittura un quotidiano nutrimento: «Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio Corpo... Prendete e bevetene tutti: questo è il mio Sangue... » (cf. Mt 26,26-28).
“Gioisca il tuo cuore”
L’Eucaristia, proprio perché è il dono supremo dell'Amore e della Misericordia, è come un Sole, che quasi apre se stesso in innumerevoli vie di Luce fino a raggiungere tutti i cuori, facendoli palpitare di ineffabili gioie! Osiamo dire che, nell'Eucaristia, Gesù si rende visibile a noi (agli occhi della nostra fede), realizzando la promessa fatta agli apostoli: «Vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia» (Gv 16,22). Quante volte la sperimentò santa M. Faustina, come ci racconta in questo episodio: «Durante i vespri vidi Gesù splendente come il sole, con una veste bianca e mi disse: "Gioisca il tuo cuore", ed una gioia grande m'inondò e mi trapassò da una parte all'altra la presenza di Dio, che è un tesoro inenarrabile per l'anima» (Q.I, n.415).
Vi confido che la mia vocazione alla vita consacrata è nata proprio davanti a Gesù Eucaristia. Avevo tredici anni quando, durante un ritiro spirituale di tre giorni, entrai in cappella per partecipare alla preghiera comunitaria del pomeriggio. Quando il sacerdote innalzò l'ostensorio per la solenne Benedizione eucaristica, sentii nell'anima la chiamata di Dio ad essere per sempre sua. Nel grande silenzio che m'avvolgeva, ricevevo la benedizione di Gesù Eucaristia come la prima promessa d'Amore. E come la sera di Pasqua, Gesù, con il suo Corpo glorioso, entrava nel cenacolo per alitare il suo Spirito sugli apostoli, così, con infinita misericordia, mi donava il suo Spirito d'Amore, attraverso il suo stesso Corpo, Sangue, Anima e Divinità, che adoriamo nell'Eucaristia.
Sebbene non trovassi una risposta adeguata all'Infinito che si chinava su di me, espressi con un'immagine il desiderio unico ed altrettanto infinito, che s'accese nel mio cuore: «Gesù, voglio essere un tuo raggio di sole!». Col passare degli anni, Dio mi fece sperimentare che lo Spirito Santo era il Sole vivente nell'Eucaristia e che, mediante la Comunione eucaristica, continuamente si effonde dentro di noi, fino a trasfigurarci con la sua Luce a tal punto da irradiarLa attorno a noi. Così, infatti, ci spiega Benedetto XVI nella Sacramentum caritatis: «È in forza dell'azione dello Spirito Santo che Cristo stesso rimane presente ed operante nella sua Chiesa, a partire dal suo centro vitale che è l'Eucaristia. La conversione sostanzia le del pane e del vino nel suo Corpo e nel suo Sangue pone dentro la creazione il principio di un cambiamento radicale, come una sorta di "fissione nucleare" (per usare un'immagine a noi ben nota) portata nel più intimo dell'essere, un cambiamento destinato a suscitare un processo di trasformazione della realtà, il cui termine ultimo sarà la trasfigurazione del mondo intero, fino a quella condizione in cui Dio sarà tutto in tutti (cf. 1Cor 15,28). Ciò che lo Spirito Santo tocca, conclude san Cirillo di Gerusalemme, è santificato e trasformato totalmente» (cf. nn. 11-13).
"Egli vi battazzerà in Spirito e fuoco" (Mt 3,11)
Se Dio vuole darsi a tutti, vuole anche stabilire un rapporto personalissimo con ciascuno. Comprendiamo così perché santa Maria Faustina dichiara che l'Eucaristia è dono e testamento della Divina Misericordia. Dio non ha abbandonato l'uomo in potere della morte, ma nella sua Misericordia a tutti è venuto incontro, perché quelli che Lo cercano, possano trovarLo.
Solo Dio sa cosa c'è nel cuore dell'uomo (cf. Gv 2,25) ed ha mandato il suo Figlio come l'unico Salvatore! Secondo il disegno del Padre, Gesù è venuto per battezzarci in Spirito Santo e fuoco (Mt 3,11). Pertanto comprendiamo le sue parole: «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra e come vorrei che fosse già acceso! C'è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!» (Lc 12,49-50). Siamo dunque salvati attraverso il dono dello Spirito, che Gesù effuse su tutti noi, morendo sulla Croce. Lui solo e pertanto nessun'altro può sostituirsi a Lui nel dono del suo Spirito ad ogni creatura umana.
Il suo Spirito, infatti, non si limita ad abitare in noi, ma, poiché è il nostro Creatore, può penetrare le profondità abissali del nostro essere fino ad operare una redenzione personalissima, una vera ri-generazione, come una nuova creazione, che ci fa realmente figli di Dio. «A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio. a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati» (Gv 1,12-13). Si tratta di una rigenerazione, che è anche l'anelito universale delle creature, come dice bene san Paolo: «La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità - non per suo volere, ma per volere di colui che l'ha sottomessa - e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8,19-21).
"Ogni volta elle celebriamo la Santa Messa riceviamo lo Spirito Santo"
In conclusione, lo Spirito Santo è il principio di una vita nuova in Cristo, che è propriamente divina ed eucaristica! Benedetto XVI nel meraviglioso Messaggio per la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù, dal tema: «Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni» (At 1,8), spiega come ciò avviene (cf. nn. 5-6). È con i sacramenti dell'iniziazione cristiana (che sono complementari ed inscindibili): il Battesimo, la Confermazione e, in modo continuativo, l'Eucaristia, che lo Spirito Santo ci rende figli del Padre, fratelli di Gesù, membri della sua Chiesa, capaci di una vera testimonianza al Vangelo, fruitori della gioia della fede.
Più profondamente il Papa osserva che per crescere nella vita cristiana, è necessario nutrirsi del Corpo e del Sangue di Cristo: infatti, siamo battezzati e confermati in vista dell'Eucaristia. "Fonte e culmine" della vita ecclesiale, l'Eucaristia è una "Pentecoste perpetua", poiché ogni volta che celebriamo la Santa Messa riceviamo lo Spirito Santo, che ci unisce più profondamente a Cristo e in Lui ci trasforma. Portiamo dentro di noi quel sigillo dell'amore del Padre in Gesù Cristo, che è lo Spirito Santo: «L'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato donato» (Rm 5,5).
Nel messale Romano il celebrante implora: «A noi che ci nutriamo del Corpo e Sangue del tuo Figlio dona la pienezza dello Spirito Santo, perché diventiamo in Cristo un solo corpo e un solo spirito. Così, con il dono del suo Corpo e del suo Sangue, - sottolinea Giovanni Paolo II - Cristo accresce in noi il dono del suo Spirito, effuso già nel Battesimo e dato come "sigillo"nel sacramento della Confermazione» (Ecclesia de Eucaristia, 17).
Venendo in noi, lo Spirito Santo compie la promessa di Gesù ed anche la sua preghiera al Padre: «Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, mi renderà testimonianza... e vi guiderà alla verità tutta intera» (Gv 15,26). «Padre... ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro» (Gv 17,26).
Pertanto lo Spirito Santo - afferma Benedetto XVI - illumina, rivelando Cristo crocifisso e risorto, e ci indica la via per diventare più simili a Lui, per essere cioè "espressione e strumento dell'amore che da Lui promana". La presenza dello Spirito in noi attesta, costituisce e costriiisre la nostra persona sulla Persona stessa di Gesù crocifisso e risorto. Rendiamoci dunque familiari dello Spirito Santo, ci invita il Papa, per esserlo di Gesù. In tal modo la nostra vita sarà sempre più un riflesso del grande Mistero eucaristico!
Carissimi amici, fu questa l'esperienza di santa M. Faustina del SSmo Sacramento, che così pregava Dio: «O Gesù nascosto, in Te c'è tutta la mia forza. Fin dai più teneri anni Gesù nel Santissimo Sacramento mi ha attirata a Sé. All'età di sette anni, mentre ero ai vespri e Gesù era esposto nell'ostensorio fu allora che mi venne trasmesso per la prima volta l'amore di Dio e riempì il mio piccolo cuore ed il Signore mi fece comprendere le cose divine e da quel giorno ad oggi il mio amore verso Dio nascosto è aumentato fino a raggiungere la più stretta intimità. Tutta la forza della mia anima proviene dal Santissimo Sacramento. Tutti i momenti liberi li passo a colloquio con Lui, Egli è il mio Maestro» (QN, n.1404).
L'incoraggiamento di Benedetto XVI ai giovani (cf. nn. 4-5) vale per tutti: «Lo Spirito Santo è sorgente di vita che ci santifica: ci introduce nel mistero trinitario, permettendoci di vivere in pienezza la fede e accendendo in noi il fuoco dell'amore. Ci rende così missionari della carità di Dio!... Lo Spirito del Signore si ricorda sempre di ciascuno e vuole, mediante voi giovani in particolare, suscitare nel mondo il vento e il fuoco della Pentecoste!».
Dott.ssa Federica Rosy Romersa(Tratto dalla rivista: “Dives in misericordia”)
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