sabato 24 settembre 2011

Conoscete il Gesù vivo?_2

( Padre Raniero Cantalamessa)

2. Frutto dell’amore è il servizio

Uno dei detti più noti di Madre Teresa dice: “Il frutto dell’amore è il servizio e il frutto del servizio è la pace” [8] . Le due cose –amore per Gesù e servizio dei più poveri dei poveri- sono nati insiemecome in una sola colata lavicanell’anima di Madre Teresaal momento della sua seconda chiamatail 10 Settembre 1946. Diceva alle sue figlie:

“Ho sete e Lo avete fatto a me: ricordate di unire sempre le due coseil mezzo con il fine. Che nessuno separi quello che Dio ha unito…Il nostro carisma è di saziare la sete d’amore e di anime di Gesùoperando per la salvezza e la santificazione dei più poveri dei poveri” [9] .

“You – did- it - to- me : Lo – avete - fatto – a – me”: Madre Teresa scandiva queste parole sulle dita di una mano e diceva che era “il vangelo delle cinque dita”. Per Madre TeresaGesù che è presente nell’Eucaristiaè presentein modo diverso ma ugualmente reale“nello sconcertante travestimento del povero” (“in the distressing disguise of the poor”). La litania in onore di Gesù ricordata sopra continua dicendo senza alcuna cesura:

“Gesù è l’Affamato da saziare.
È l’Assetato da dissetare.
È il Nudo da vestire.
È il Senza tetto da accogliere.
È l’Ammalato da curare.
È la Persona sola da amare” [10] .

Sappiamo tutti a quali livelli si è spinto il suo servizio ai più poveri dei poveri. In un incontro una religiosa le fece osservare che lei viziava i poveri e offendeva la loro dignità dando loro tutto gratis senza chiedere ad essi nulla. Rispose: “Ci sono tante congregazioni che viziano i ricchi che non è male se ce n’è una che vizia i poveri” [11] . Il capo dei servizi sociali di Calcutta aveva capito meglio di ogni altro secondo Madre Teresa lo spirito del suo servizio ai poveri. Un giorno le disse: “Madre lei e noi facciamo lo stesso lavoro social ema c’è una differenza: noi lo facciamo per qualcosa lei lo fa per Qualcuno” [12] .

C’è stato chi ha visto in ciò un limite non un pregio dell’amore cristiano per il prossimo. Amare il prossimo “per Qualcuno”cioè per Gesù non strumentalizza il prossimonon lo riduce a mezzo in vista di un fine diverso che al limite può essere quello egoistico di guadagnare meriti per il paradiso?

Questo è vero in ogni altro caso ma non quando si tratta di Gesù perché è contrario alla dignità della persona umana essere subordinata a un’altra creatura ma non essere subordinata al creatore stesso a Dio. Nel cristianesimo c’è una ragione ancora più forte. Cristo si è identificato con il povero. Il povero e Cristo sono la stessa cosa: “L’avete fatto a me”. Amare il povero per amore di Cristo non significa amarlo “per interposta persona”ma di persona. Questo è il mistero che si è impresso nella vita di Madre Teresa e che lei ha ricordato profeticamente alla Chiesa.

L’amore per Gesù ha spinto Madre Teresa come altri santi prima di lei a fare cose che nessun altro motivo al mondo –politicoeconomicoumanitario - sarebbe stato capace di indurre a fare. Una volta qualcuno osservando quello che Madre Teresa stava facendo con un poverouscì nell’esclamazione: “Io non lo farei per tutto l’oro del mondo!”. Madre Teresa rispose: “Io neppure!”. Voleva dire: per tutto l’oro del mondo noma per Gesù sì.

Madre Teresa ha saputo dare ai poveri non solo pane vestiti e medicine ma quello di cui hanno ancora più bisogno: amore calore umano dignità. Ella ricordava con commozione l’episodio dell’uomo trovato mezzo mangiato dai vermi in una discarica che portato a casa e curato disse: “Sorella ho vissuto sulla strada come un animale ma ora morirò come un angeloamato e curato” [13]e morì poco dopo dicendo con un largo sorriso: “Sorella vado a casa da Dio”. Madre Teresa con un bambino abbandonato in braccio o china su un moribondo è credo l’icona stessa della tenerezza di Dio.

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