sabato 24 settembre 2011

Lo Zoppo Di Poca Fede

Il cancelliere della pretura di San Giovanni Rotondo, Pasquale Di Chiara, era un uomo giovane, sui trentacinque. Si sosteneva con due bastoni, era zoppo da sette mesi. Rimasto a letto per tre mesi dopo una rovinosa caduta si era rotto la gamba destra. La gamba però si era aggiustata male, non sosteneva più il peso del corpo, e per questo non era più riuscito a camminare. Dopo essersi rivolto a numerosi medici era arrivato infine al Dottor Bucci, uno specialista di Foggia dal quale aveva saputo che solo un intervento chirurgico, del quale non poteva essere assicurata la buona riuscita, era la sua unica possibilità. Quando si avvicinò a Padre Pio per baciargli la mano, si mosse con grande fatica. Padre Pio gli fece un gesto con la mano come di benevola minaccia, e Di Chiara gli sorrise. Dopo avergli baciato la mano, tornò in fondo al gruppo per appoggiarsi al muro: in quella posizione si reggeva meglio in piedi.
E´ venuto a chiedere il miracolo anche lei? - gli domandò Renato Trevisani, giornalista del "Mattino" di Napoli, che aveva seguito la scena.
Di Chiara sorrise. Magari i miracoli si potessero ordinare come quando si va dal droghiere - rispose. - Ma voi siete fortunati, ce l´avete in casa l´operatore di miracoli, dovreste approfittarne. -Vengono decine di malati, e solo qualche fortunato riceve la grazia. -Lei conosce bene Padre Pio ?-Abbastanza.                             -Che giudizio ne da?
-Ottimo.
-Gli ha parlato?-Diverse volte. Sono venuto qui per la prima volta come uno dei tanti  bisognosi.
-A chiedere la guarigione?-No, non per me, non m´importa della mia guarigione. Ho una bambina di tre anni, Italia, che è stata colpita da paralisi infantile. Io e mia moglie siamo disperati e siamo venuti a chiedere al Padre che preghi per la nostra bambina.
-E' guarita?-Magari! Lui ci ha detto di gettare via l´apparecchio ortopedico applicato alle sue gambine, ma mia moglie, un po´ diffidente, un po´ preoccupata, non ha voluto seguire quel consiglio. " se deve avvenire il miracolo, avverrà anche se la bimba ha l´apparecchio ortopedico " diceva. Il giorno dopo è tornata da Padre Pio a dirgli  che il miracolo non si era verificato, e il Padre le ha risposto: " E´ colpa vostra ". Lei c´è rimasta molto male. Non siamo stati fortunati. Forse non abbiamo avuto la fede giusta.Il cancelliere parlava con serenità e distacco, ma nella sua voce c´era tanta tristezza. Trevisani lo notò e cercò di sviare il discorso.
-Che significa quel gesto che Padre Pio le ha fatto con la mano ? - domandò.
-Avrà voluto rimproverarmi ancora per non aver prestato fede ai suoi consigli.
-Si arrabbia se non viene obbedito?-No, non si arrabbia, è una cara persona. Forse gli dispiace che mia figlia non abbia ricevuto la grazia da Dio.Alcuni ospiti avevano chiesto di poter parlare con Padre Pio in privato. Lui entrò in una stanzetta, e uno ad uno andavano a confidargli i loro problemi. Trevisani rimase accanto al cancelliere che, a causa della sua infermità, non poteva muoversi.
Continuarono a chiacchierare. Il giornalista ne approfittò per avere chiarimenti sulle chiacchiere che circolavano in paese.Perché il clero di San Giovanni Rotondo si è schierato contro Padre Pio e sparla dei religiosi di questo convento? - domandò.Di Chiara era una persona prudente e saggia. Sorrise, riflettè.
Non mi pare che le cose stiano proprio così - commentò. In ogni caso io ho raccolto proprio dal clero i giudizi più pesanti e risentiti - insistette Trevisani.Il cancelliere, però, era una roccia inespugnabile. Il giornalista continuò a punzecchiarlo con domande provocatorie senza cavare dalla sua bocca una sola risposta polemica. Finalmente  Padre Pio uscì dalla stanzetta. Aveva parlato con tutti e ora li stava salutando perché la visita era finita. Sorrideva cordiale. Guardò di nuovo verso Di Chiara, che riprese i bastoni per andare anche lui a salutarlo, e pronunciò una frase , ma il vocio rumoroso dei presenti impedì che le sue parole raggiungessero l´interessato.Che cosa ha detto? - domandò Di Chiara." Getta il bastone ". - Ha detto di gettare via i bastoni.
Come faccio ? Cadrei per terra - borbottò confuso Di Chiara, che era diventato rosso sentendosi al centro dell´attenzione.Era calato un gran silenzio. Tutti lo fissavano.Padre Pio gli si avvicinò."E deciditi. Getta via quei bastoni!!!" Gli disse con un tono perentorio quando gli fu di fronte, rendendo ancora più grande la confusione del povero cancelliere.Lo sguardo di Di Chiara era implorante. Lasciò cadere i bastoni e si sentì mancare. Tentò di aggrapparsi al muro e Trevisani lo sorresse prima che cadesse a terra.Padre Pio gli sorrideva. Aveva il viso luminoso e pieno di una forza potente. Nell´aria c´era una tensione fortissima. Tutti guardavano il Padre, che mise una mano sulla spalla del cancelliere. "Uomo di poca fede" - gli disse con forza, ma con tanta dolcezza nella voce. - "Vattene e cammina." - E gli diede una spinta.Di Chiara si staccò dal muro a cui era appoggiato. Il giornalista lo lasciò libero, e il cancelliere cominciò a muoversi.Cammino, sto in piedi.... - mormorò come trasognato. Tutti lo guardavano. - Cammino.... Cammino ! - ripeteva Di Chiara accelerando il passo. La gente era commossa, molti piangevano. - Padre, Padre Pio ! Gridò Di Chiara verso il frate che se ne era già andato e stava entrando nella chiesetta. - Padre! Padre! - ma il religioso entrò nella chiesetta senza girarsi, e la gente allora cominciò ad applaudire.
Di Chiara si inginocchiò per terra, nascose il viso tra le mani e scoppiò in un pianto irrefrenabile.Costretto dalla prepotenza d´Amore del frate era riuscito ad avere un piccolissimo granellino di fede in Dio.

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