lunedì 28 marzo 2011

In tutte le cose l'uomo deve affidarsi a Dio

Quanto più saranno com­pleti l'abbandono delle cose terrestri e l'unione con Dio per mezzo della volontà e dell'intelligenza, tanto più ci si avvicinerà al­lo stato d'innocenza e di perfezione. Che vi è di migliore, di più felice, di più dolce? È dunque cosa della massima impor­tanza tenere l'ani­ma talmente distaccata da tutte le cose, che né il mondo, né gli amici, né la prosperità, né l'avversi­tà, né il presente, né il passato, né l'avvenire, e neppure gli stessi pec­cati, almeno fino a un certo grado, siano motivo di grave turbamento.
Sforzatevi di vivere soltanto con Dio, fuori dal mondo, in una specie di vita spiritualizzata, come se la vo­stra anima fosse già separata dal cor­po e nell'eternità. Nel soggiorno dei Beati, la grande preoccupazione del­l'anima non sarà il secolo, né lo stato del mondo, né la pace, né la guerra, né il buono o il cattivo tempo, né al­tra cosa di quaggiù, ma Dio solo sarà l'oggetto dei suoi slanci, dei suoi desideri, dei suoi amori. Sforzatevi perciò fin da ora di staccarvi dal vostro corpo e da ogni cosa creata presente o futu­ra. Fissate, per quanto è pos­sibile, immuta­bilmente, chiara­mente, vivamente l'occhio della vostra anima sulla luce increata. Allora l'anima vostra, purificata dalle cose terrestri, sarà come un angelo unito a un corpo cui la carne non dà molestia e che non si occupa di cose vane e futili.
Fortificate la vostra anima contro le tentazioni, le persecuzioni, le in­giurie, affinché nell'uno o nell'altro caso, essa rimanga saldamente e tranquillamente unita a Dio. E quando turbamenti, scoraggiamenti, con­fusione di spirito vi assalgono, non irritatevi, non lasciatevi abbattere. Non ricorrete allora a preghiere vo­cali per esserne liberati, né ad altri conforti; cercate solamente di ripren­dervi con un coraggioso sforzo del­la volontà e della riflessione, per ricondurre la vostra anima verso Dio, lo vogliano o no i sensi del corpo.
L'anima pia deve essere tal­mente unita a Dio, deve con­servare e rendere il suo vole­re così conforme al volere divino, da non sentirsi più occupata né sedotta da al­cuna creatura, come prima della sua creazione, assolutamente come se non esistessero che Dio e quest'ani­ma. Essa riceverà al­lora senza turbamen­to, senza esitazione, senza timore tutto ciò che la Provvidenza le manderà. Non cesserà di essere in ogni circo­stanza piena di fiducia nel Signore, senza per­dere la pazienza, né la pace, né uscire dal silenzio. Ecco perché il distacco completo dell'anima dalle cose create é supremamente utile alla vita spirituale e per restare intimamente uniti e sotto­messi a Dio.
Allora non vi saranno più inter­mediari tra Dio e voi. Da dove ver­rebbe infatti l'intermediario? Non dall'esterno, perché la virtù della po­vertà volontaria vi ha spogliati di ogni bene terreno, e la virtù della ca­stità vi ha spogliati del vostro corpo; non dall'interno, perché l'ob­bedienza vi ha spogliati del­la vostra volontà e della vostra anima. Nulla più sussiste tra Dio e voi.Che siete religiosi lo dimostrano la vostra professione, il vostro stato, il vostro abito, i vostri capelli taglia­ti e gli altri segni della vostra vita religiosa; resta però a vedere se siete un religioso finto o sincero: spetta a voi darne la risposta. Ma notate bene quan­to gravemente voi pecchereste e pre­varichereste contro il Signore vostro Dio, se offendendo la sua giustizia, agi­ste in tutt'altro mo­do che da religioso; se con la volontà o con l'amore vi attac­caste alla creatura in­vece che al Creatore, se preferiste insomma la creatura al Crea­tore. Sant’Alberto Magno

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