lunedì 21 marzo 2011

Un frate

Percorreva la strada che portava al suo convento sui monti, fu sorpreso da un orso. Con quel bestione alle calcagna, il frate co­minciò una fuga. Improvvisamente si trovò sul ciglio di un burrone. Era di fronte ad una scelta inderogabile: o buttarsi nel vuoto, o la­sciarsi raggiungere e divorare dall'orso. L'orso si avvicinava. Il frate si buttò nel burrone, ma riuscì ad afferrarsi ad un ramo che sporgeva dalla parete rocciosa, che stra­piombava nel sottostante baratro. Spinse lo sguardo verso il basso e scorse una tigre affamata, con le fauci spalancate. In quel momento, due topolini cominciarono tranquillamente a rosicchiare il ramo, a cui si reggeva il frate. La situazione era di­sperata. In quel momento, il frate scorse accanto al ramo un cespu­glio di fragoline selvatiche, con alcuni frutti rossi, maturi, succosi. Allungò una mano, ne colse due, se li mise in bocca e li gustò e­sclamando, estasiato: "Hmm! Che buoni! Che sapore delizioso!".
Nessuno può trovarsi in una situazione così disperata, da non avere neppure un motivo di gioia. Saperlo scoprire è frutto di forza d'animo e di umorismo.

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