lunedì 14 marzo 2011

INTERVISTA CON FRA PAOLO PRIMAVERA, CUSTODE DELLE OSTIE MIRACOLOSE DI SIENA

Un Miracolo che si sta verificando in questo momento!
   Araldi del Vangelo: Fra Paolo, in che cosa consiste precisamente questo miracolo?
Fra Paolo Primavera: Consiste nel fatto che queste Ostie non si decom­pongano, e questo da 275 anni! Le leggi della corruzione della materia sono state sospese per ciò che le ri­guarda. La muffa e gli altri agenti che attaccano questo tipo di sostan­ze organiche non le hanno mai in­taccate. Nessuna di loro è stata de­teriorata dall'azïone della muffa né di, altri agenti. Esse sono composte da farina e acqua, e non sono state mai trattate con nessun tipo di con­servante.
   AV Si tratta allora di un miracolo permanente.
Fra Paolo: Sì, questo è un dato molto importante. È un miracolo che si ripete costantemente. Sta accaden­do in questo preciso momento in cui le parlo. Non è un' miracolo che già si è verificato, essa sta accadendo adesso! Io stesso, ogni vol­ta che apro la porta, mi chiedo: "Le ostie saranno ancora in­tere, intatte?"
   AV Sono intere e intatte... ma sono ben conservate?
Fra Paolo:. Può osservare lei stes­so, attraverso il ve­tro. Vede come so­no perfette! Non hanno nemmeno un foro. Sono in uno stato migliore di quelle che riceviamo nella Comunio­ne oggi. E, hanno, ripeto, 275 anni.
   AV Ma si vede che esse hanno un colore giallognolo...
Fra Paolo: Chiaro! Esse sono Ostie di farina e acqua e, come ho già riba­dito, non sono mai state trattate con conservanti. Il colore pallido - gial­lognolo, come si vede - si deve al fatto che la farina di quell'epoca era una farina cruda, naturale. La farina di oggi è bianca in seguito all'utilizzo di colorante.
   AV Esse sono in contatto con l'ambiente oppure sono conservate ermeticamente chiuse?
Fra Paolo: L’ostensorio non è er­meticamente chiuso. È laccato, col sigillo dell'Arcivescovo, per essere sempre sicuri che non si sia proce­duto a nessun cambio e dimostrare che esse sono le autentiche Ostie del 1730, e non altre.
   AV Erano 351 Ostie. Perché adesso sono appena 223?
Fra Paolo: Dopo che esse sono state trovate nella chiesa di Proven­zano e ricondotte solennemente nel­la Basilica di San Francesco, i frati ne hanno distribuite varie in Comu­nione ai parrocchiani, ma subito.do­po hanno smesso perché non cessa­va di affluire gente, per riparare da­vanti ad esse il sacrilegio commesso. C'è stata allora una intuizione gene­rale di conservarle per l'adorazione perpetua dei fedeli.
   AV Che cosa è successo a queste Ostie nel tempo in cui la Chiesa è stata perseguitata in questo Paese?Fra Paolo: Nel 1809 esse sono sta­te trasferite in un tabernacolo più piccolo. Lì sono rimaste, senza che nessuno osasse distruggerle o consu­marle, fino al 1907, quando i frati so­no ritornati alla Basilica. È stato un sacerdote olandese, Frate Felice, che ha ricostruito tutta la storia. Con un difficile lavoro di ricerca, ha trovato dove era scritto tutto quanto era suc­cesso nel 1730. Oltre alle autorità re­ligiose, anche le autorità civili hanno prestato dichiarazioni. Giustamen­te un documento civile del 15 ago­sto del 1730 riferisce con ricchezza di dettagli tutto l'accaduto. Su que­sta base e su altri documenti poste­riori è stato possibile ricostruire tut­ta la storia.

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