martedì 8 marzo 2011

Questione di vita o di morte

Chi mi raccontò questa misteriosa storia, mi ha garantito che essa accadde a Cicago (USA), al principio degli anni trenta.

Teresita Morazzani Arrâiz

Di primo mattino il te­lefono suona insisten­temente. Intontito dal sonno il dott. Smi­th risponde. Una voce aspra ed angosciata chiede:
- E’il dott. Smith?
- Sì, sono io.
- Potrebbe venire a casa mia subi­to? È urgente, si tratta di una questio­ne di vita o morte!
- Sì, vengo subito. Dove si trova la sua casa?
- In via Crow n°41. Dottore, venga immediatamente, per favore!
Il medico si vestì rapidamente, prese i suoi strumenti clinici e uscì in tut­ta fretta. Parcheggiò la sua automobile all'angolo della stretta via e salì a pie­di. Non era per nulla tranquillizzante andare da solo per quella zona deser­ta, tanto più che il quartiere era mal­famato.
Giunto al n°41, il dott. Smith trovò la casa al buio. Si diresse verso la porta e battè. Dopo una pausa, battè un'al­tra volta. Continuò a non ricevere ri­sposta. Dopo una terza volta, qualcu­no chiese in modo rude:
- Chi è?
- Sono il medico, dott. Smith. Ho ricevuto una chiamata urgente per soc­correre un malato grave. È qui il n° 41 della via Crow?
- Sì, è qui, ma nessuno l'ha chia­mata. Sparisca da qui!
Sorpreso e dubbioso, mano a ma­no che si allontanava da questa casa, il zelante medico osservava le altre nel­la stessa strada per vedere se ce n'era qualcuna con la luce accesa, segna­le che in essa avrebbe potuto esserci l'infermo in sua attesa. Non vedendo­ne nessuna, pensò che forse non aveva annotato correttamente il nome della via. O che forse la telefonata era sem­plicemente stata uno scherzo di catti­vo gusto.
Ad ogni modo, niente più gli resta­va da fare se non ritornare a casa sua e dimenticare l'accaduto.
Qualche tempo dopo, ricevette una chiamata telefonica dal pronto soc­corso dell'ospedale. L’infermiera spie­gò che un uomo di nome Dick Spen­cer aveva appena subito un terribi­le incidente, era sul punto di morire e chiedeva di parlare col dott. James Smith.
- Dottore, potrebbe venire rapida­mente? Ormai non gli resta molto tem­po di vita. Quest'uomo non ci vuol di­re la ragione per la quale insiste di vo­ler parlare con lei.
- Il dott. Smith acconsentì, sebbe­ne un po' scocciato, poiché non cono­sceva nessun Dick Spencer. Già nel­l'infermeria, il dubbio è stato chiarito dal paziente, che gli disse in mezzo ai dolori dell'agonia:
- Dott. Smith, lei non mi conosce, ma io devo parlarle prima di morire e chiederle perdono. Si ricorda di aver ricevuto una telefonata di notte con ri­chiesta di soccorso, in via Crow 41?
- Sì, mi ricordo, ma...
- Fui io a chiamarla. Ero disoccu­pato da mesi. Ormai avevo venduto tutto quanto era di valore in casa mia. Non potendo più sopportare questa si­tuazione di penuria, disperato, ho de­ciso di chiamare un medico nel mezzo della notte. Il mio piano era di rubargli il denaro, vendere i suoi strumenti cli­nici e persino ammazzarlo.
- Sebbene terrorizzato, il dott. Smith non potè non replicare:
- Ma, mi dica, perché non mi as­saltò e non mi ammazzò?
- Io speravo che lei venisse da so­lo, ma quando ho visto un giovane for­te al suo lato per proteggerlo, ebbi paura e rinunciai al piano. Mi perdo­ni, per favore!
- Chiaro che la perdono - rispo­se il medico.
Sentì un brivido per tutto il corpo, perché non ci poteva pensare al fatto che quello che apparentemente non doveva essere che un inganno o uno scherzo, poteva essere, in realtà, una questione di vita o di morte.Meno ancora aveva immaginato che il suo Angelo Custode - presentando­si nelle vesti di quel "giovane forte"- gli aveva salvato la vita quella notte.. (Tratto da: Gli araldi del Vangelo)

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