lunedì 28 marzo 2011

UTILITA' FUTURA DELLA PREGHIERA

Una persona si lamentava spesso di non ritrarre pro­fitto alcuno dalle preghiere che si facevano per essa. Gel­trude ne parlò a Gesù, il Quale le disse: «Domandale ciò che sceglierebbe per un suo cuginetto, se alcuna si offrisse di dargli o un beneficio, a l'equivalente in danaro. Ella, col suo buon senso, risponderà che val meglio per il fanciullo un beneficio i cui redditi aumenteranno fino all'età maggiore, mentre il denaro, affidato alle sue mani inesper­te, sarebbe ben presto sciupato in futili cose. Raccomanda a quella persona d'affidarsi alla mia bontà; io le sono Pa­dre, Fratello, Amico, e mi preoccupo più de' suoi interessi, ch'ella non saprebbe farlo per quelli del prossimo e degli stessi suoi parenti. Deva persuadersi che metto fedelmente in serbo i frut­ti di tutte le preghiere, di tutti i buoni desideri che mi so­no offerti per essa, e glieli porrò nelle mani quando non ci sarà più pericolo che li perda. Tale disposizione le sarà as­sai più salutare che se le dessi immediate consolazioni do­po la preghiera, perchè quella gioia darebbe occasione a sentimenti di orgoglio e di vana gloria; se poi le dessi pro­sperità temporali, l'anima sua forse le trasformerebbe in occasione di colpa ».

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