Intervista con il Dr. Herbert Seibold, medico e pellegrino di Medjugorje
A maggio del 2009 abbiamo fatto un pellegrinaggio a Medjugorje. Durante questa settimana, come partecipanti abbiamo potuto essere testimoni di una inattesa testimonianza di fede. Nella nostra comunità, il Dr. Herbert Seibold, da molti anni pellegrino di Medjugorje, ha reso testimonianza di una esperienza di Cristo che gli è stata donata sulla collina delle apparizioni. La sua testimonianza di fede ci ha profondamente commossi e ci ha spinti a rivolgere un'intervista al Dr. Seibold.
Dr. Seibold, Lei è stato già otto volte come pellegrino a Medjugorje. Che cosa significa Medjugorje per Lei?
È soprattutto la vicinanza della Madonna che, benché razionalmente sia inspiegabile e difficile da collocare, eppure è chiaramente percepibile. Una profonda pace interiore ed esteriore pervade e ricolma noi pellegrini durante la Santa Messa e l'adorazione eucaristica.
Al mattino la giornata inizia con le lodi. Alle 9 viene celebrata la Santa Messa con i pellegrini tedeschi, accompagnata con canti e strumenti musicali dalle suore della Comunità delle Beatitudini.
Vuole rendere i lettori del Gebetsaktion Medjugorje Maria-Regina della Pace partecipi della Sua particolare esperienza di Cristo?
Si, perché nessuno crede solo per sé stesso. Durante la mia seconda visita a Medjugorje ho avuto un intenso incontro con il Salvatore crocifisso (il mio vocabolario è troppo povero per esprimere adeguatamente questa esperienza). Se potessi riordinare gli eventi in ordine temporale, stavo recitando il Rosario sulla collina delle apparizioni. Mentre meditavo in preghiera i misteri dolorosi del Rosario davanti al gruppo della crocifissione, ho dato uno sguardo fugace alla croce ed ho sentito un intenso dolore nell'anima, un dolore non paragonabile a nessun altro dolore che avessi provato prima nella vita. Eppure allo stesso tempo questo dolore era ricolmo (mi dispiace profondamente per l'inadeguatezza del mio linguaggio) di felicità e di gioia per ciò che Cristo ha sofferto per noi. Il mio corpo era diviso tra l'intima sopraffazione, il dolore ed anche la gioia. Subito il mio corpo fu contemporaneamente scosso da forti vibrazioni e da un intenso tremore.
Nella mia vita non ho mai provato una condizione simile, una concordanza tale tra anima e corpo! Come medico, sono estremamente critico nei confronti di tali fenomeni e prima di questa mia personale esperienza ho messo fortemente in dubbio racconti di eventi simili.
Anche Lei, come ha sperimentato e scritto l'Apostolo Paolo, è stato "toccato da Cristo"?
Ne sono convinto, per la prima volta nella vita ho capito totalmente, con l'anima e con il corpo, che cosa significa nella sua essenza la crocifissione di Cristo. Sono stato toccato da Cristo! Cristo mi si e rivelato nella Sua potenza (perdonate la povertà della mia espressione) . Si è impadronito di me. Cristo ha pervaso la mia anima con un dolore incomparabile ed una gioia inesprimibile. Nello stesso tempo il mio corpo è stato scosso da un tremore incontrollabile. La sopraffazione del corpo era di una intensità tale che io stesso non avrei saputo arrestarla con la più grande forza di volontà. Non soffrivo di iperventilazione, ma non riuscivo a interrompere con la mia volontà il tremore e lo scuotimento del corpo. Non è stato un incontro personale. Cristo non è sceso dalla croce e non mi si è mostrato nelle Sue sembianze. Non ho avuto neanche una percezione vocale. Cristo mi ha toccato e mi ha pervaso in questo modo!
Questa esperienza risale ad alcuni anni fa ed è rimasta vivida nella Sua memoria. Ha lasciato dei segni permanenti nella Sua vita?
Indubbiamente sono stato segnato da questa esperienza di Cristo. Ho scoperto un nuovo valore per gli anni che ancora mi restano.
Sicuramente si è rafforzata la mia attenzione per il prossimo. E' aumentata la mia sensibilità nelle relazioni sociali, sono maturato nell'amore e nel senso di responsabilità verso la mia famiglia e i miei parenti. A questa crescita sono stato guidato, non è un mio merito personale. Mi chiedo ancora: "E' stato un dono della Madonna, proprio secondo il motto: a Gesù per mezzo di Maria?".
Dr. Seibold, come ha interpretato questo incontro?
Ritornando in autobus verso l'aeroporto, siamo stati invitati dal nostro capogruppo a raccontare ai compagni di viaggio una eventuale esperienza di particolare portata, per renderveli partecipi. Capivo a livello intuitivo che sicuramente ciò che avevo vissuto non era destinato solo a me, ma sul momento ho avuto una intima reticenza, una riluttanza ad esprimere a parole ciò che avevo vissuto come grazia profonda e immeritata, e a confidarlo ai miei compagni. Per me significava rivelare qualcosa, quasi una perdita!
Più tardi, dopo la mia testimonianza di fede, la nostra guida ha raccontato un episodio simile accaduto ad un suo conoscente. Durante la funzione religiosa e le preghiere conclusive, questo pellegrino aveva pianto e singhiozzato per ore. Il pellegrino aveva cercato in un convento di frati trappisti una spiegazione teologica al fenomeno che aveva vissuto. Il monaco a cui si era rivolto interpretò i fatti come un rimorso totale dettato dall'amore alla vista della croce.
Io stesso ritengo questa inattesa esperienza di Cristo come una mia personale e colpevole partecipazione alla Sua sofferenza e morte di croce e come un mio profondo atto di rimorso per la mia colpevolezza come peccatore, di cui obiettivamente ero ben consapevole già prima di questo avvenimento, ma che soggettivamente, con anima e corpo, non avevo mai provato in modo così consapevole e con una simile intensità.
Dio, nella Sua molteplicità, indica agli uomini strade diverse. Lei si è confrontato con altri pellegrini che hanno avuto esperienze simili?
A Medjugorje molti pellegrini, anche persone con nomi famosi, hanno provato questo forte pianto inspiegabile e inarrestabile, che non corrisponde alla loro indole abituale. Dopo aver superato lo smarrimento, hanno riconosciuto pubblicamente e testimoniato la propria esperienza senza temere alcun rischio, né una perdita di prestigio. A lungo termine hanno dovuto imparare a gestire lo smarrimento, la momentanea o persistente incomprensione di chi li circonda e una nuova e diversa valutazione della propria personalità. Si capisce da sé che la loro vita ha trovato una nuova finalità e non poteva più essere vissuta secondo i modelli seguiti fino a quel momento. Coloro che hanno vissuto questa esperienza hanno di conseguenza cambiato radicalmente la propria vita e probabilmente hanno incontrato anche degli svantaggi. La loro vita in fase di ristrutturazione non è trascorsa senza dolore, battaglie e rinunce, però è anche ricolma della gioia di essere in cammino verso una vita di profondo orientamento cristiano.
Che ripercussioni ha avuto questa esperienza a Medjugorje sulla Sua vita e sulla Sua fede?
Seguo regolarmente l'invito della Madonna a leggere ogni giorno alcuni passaggi della Bibbia, e inoltre ho partecipato a sei corsi biblici per approfondire lo studio della Sacra Scrittura. La mia condizione di pensionato mi permette ampiamente di adempiere alle richieste che la Madonna fa nei Suoi messaggi. Però non posso digiunare a pane ed acqua per motivi di salute. Nei giorni di digiuno faccio dei sacrifici commisurati, ma di altro genere.
A maggio del 2009 abbiamo fatto un pellegrinaggio a Medjugorje. Durante questa settimana, come partecipanti abbiamo potuto essere testimoni di una inattesa testimonianza di fede. Nella nostra comunità, il Dr. Herbert Seibold, da molti anni pellegrino di Medjugorje, ha reso testimonianza di una esperienza di Cristo che gli è stata donata sulla collina delle apparizioni. La sua testimonianza di fede ci ha profondamente commossi e ci ha spinti a rivolgere un'intervista al Dr. Seibold.
Dr. Seibold, Lei è stato già otto volte come pellegrino a Medjugorje. Che cosa significa Medjugorje per Lei?
È soprattutto la vicinanza della Madonna che, benché razionalmente sia inspiegabile e difficile da collocare, eppure è chiaramente percepibile. Una profonda pace interiore ed esteriore pervade e ricolma noi pellegrini durante la Santa Messa e l'adorazione eucaristica.
Al mattino la giornata inizia con le lodi. Alle 9 viene celebrata la Santa Messa con i pellegrini tedeschi, accompagnata con canti e strumenti musicali dalle suore della Comunità delle Beatitudini.
Vuole rendere i lettori del Gebetsaktion Medjugorje Maria-Regina della Pace partecipi della Sua particolare esperienza di Cristo?
Si, perché nessuno crede solo per sé stesso. Durante la mia seconda visita a Medjugorje ho avuto un intenso incontro con il Salvatore crocifisso (il mio vocabolario è troppo povero per esprimere adeguatamente questa esperienza). Se potessi riordinare gli eventi in ordine temporale, stavo recitando il Rosario sulla collina delle apparizioni. Mentre meditavo in preghiera i misteri dolorosi del Rosario davanti al gruppo della crocifissione, ho dato uno sguardo fugace alla croce ed ho sentito un intenso dolore nell'anima, un dolore non paragonabile a nessun altro dolore che avessi provato prima nella vita. Eppure allo stesso tempo questo dolore era ricolmo (mi dispiace profondamente per l'inadeguatezza del mio linguaggio) di felicità e di gioia per ciò che Cristo ha sofferto per noi. Il mio corpo era diviso tra l'intima sopraffazione, il dolore ed anche la gioia. Subito il mio corpo fu contemporaneamente scosso da forti vibrazioni e da un intenso tremore.
Nella mia vita non ho mai provato una condizione simile, una concordanza tale tra anima e corpo! Come medico, sono estremamente critico nei confronti di tali fenomeni e prima di questa mia personale esperienza ho messo fortemente in dubbio racconti di eventi simili.
Anche Lei, come ha sperimentato e scritto l'Apostolo Paolo, è stato "toccato da Cristo"?
Ne sono convinto, per la prima volta nella vita ho capito totalmente, con l'anima e con il corpo, che cosa significa nella sua essenza la crocifissione di Cristo. Sono stato toccato da Cristo! Cristo mi si e rivelato nella Sua potenza (perdonate la povertà della mia espressione) . Si è impadronito di me. Cristo ha pervaso la mia anima con un dolore incomparabile ed una gioia inesprimibile. Nello stesso tempo il mio corpo è stato scosso da un tremore incontrollabile. La sopraffazione del corpo era di una intensità tale che io stesso non avrei saputo arrestarla con la più grande forza di volontà. Non soffrivo di iperventilazione, ma non riuscivo a interrompere con la mia volontà il tremore e lo scuotimento del corpo. Non è stato un incontro personale. Cristo non è sceso dalla croce e non mi si è mostrato nelle Sue sembianze. Non ho avuto neanche una percezione vocale. Cristo mi ha toccato e mi ha pervaso in questo modo!
Questa esperienza risale ad alcuni anni fa ed è rimasta vivida nella Sua memoria. Ha lasciato dei segni permanenti nella Sua vita?
Indubbiamente sono stato segnato da questa esperienza di Cristo. Ho scoperto un nuovo valore per gli anni che ancora mi restano.
Sicuramente si è rafforzata la mia attenzione per il prossimo. E' aumentata la mia sensibilità nelle relazioni sociali, sono maturato nell'amore e nel senso di responsabilità verso la mia famiglia e i miei parenti. A questa crescita sono stato guidato, non è un mio merito personale. Mi chiedo ancora: "E' stato un dono della Madonna, proprio secondo il motto: a Gesù per mezzo di Maria?".
Dr. Seibold, come ha interpretato questo incontro?
Ritornando in autobus verso l'aeroporto, siamo stati invitati dal nostro capogruppo a raccontare ai compagni di viaggio una eventuale esperienza di particolare portata, per renderveli partecipi. Capivo a livello intuitivo che sicuramente ciò che avevo vissuto non era destinato solo a me, ma sul momento ho avuto una intima reticenza, una riluttanza ad esprimere a parole ciò che avevo vissuto come grazia profonda e immeritata, e a confidarlo ai miei compagni. Per me significava rivelare qualcosa, quasi una perdita!
Più tardi, dopo la mia testimonianza di fede, la nostra guida ha raccontato un episodio simile accaduto ad un suo conoscente. Durante la funzione religiosa e le preghiere conclusive, questo pellegrino aveva pianto e singhiozzato per ore. Il pellegrino aveva cercato in un convento di frati trappisti una spiegazione teologica al fenomeno che aveva vissuto. Il monaco a cui si era rivolto interpretò i fatti come un rimorso totale dettato dall'amore alla vista della croce.
Io stesso ritengo questa inattesa esperienza di Cristo come una mia personale e colpevole partecipazione alla Sua sofferenza e morte di croce e come un mio profondo atto di rimorso per la mia colpevolezza come peccatore, di cui obiettivamente ero ben consapevole già prima di questo avvenimento, ma che soggettivamente, con anima e corpo, non avevo mai provato in modo così consapevole e con una simile intensità.
Dio, nella Sua molteplicità, indica agli uomini strade diverse. Lei si è confrontato con altri pellegrini che hanno avuto esperienze simili?
A Medjugorje molti pellegrini, anche persone con nomi famosi, hanno provato questo forte pianto inspiegabile e inarrestabile, che non corrisponde alla loro indole abituale. Dopo aver superato lo smarrimento, hanno riconosciuto pubblicamente e testimoniato la propria esperienza senza temere alcun rischio, né una perdita di prestigio. A lungo termine hanno dovuto imparare a gestire lo smarrimento, la momentanea o persistente incomprensione di chi li circonda e una nuova e diversa valutazione della propria personalità. Si capisce da sé che la loro vita ha trovato una nuova finalità e non poteva più essere vissuta secondo i modelli seguiti fino a quel momento. Coloro che hanno vissuto questa esperienza hanno di conseguenza cambiato radicalmente la propria vita e probabilmente hanno incontrato anche degli svantaggi. La loro vita in fase di ristrutturazione non è trascorsa senza dolore, battaglie e rinunce, però è anche ricolma della gioia di essere in cammino verso una vita di profondo orientamento cristiano.
Che ripercussioni ha avuto questa esperienza a Medjugorje sulla Sua vita e sulla Sua fede?
Seguo regolarmente l'invito della Madonna a leggere ogni giorno alcuni passaggi della Bibbia, e inoltre ho partecipato a sei corsi biblici per approfondire lo studio della Sacra Scrittura. La mia condizione di pensionato mi permette ampiamente di adempiere alle richieste che la Madonna fa nei Suoi messaggi. Però non posso digiunare a pane ed acqua per motivi di salute. Nei giorni di digiuno faccio dei sacrifici commisurati, ma di altro genere.
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