martedì 8 marzo 2011

Scelgo di essere di buon umore

Rob è il tipo di persona che è sempre di buon umore, ed ha sempre qualcosa di positivo da dire. Quando qualcuno gli chiede come va, lui risponde: «Se an­dasse meglio di così, sarei due persone!». È un ottimista. Se un collega ha un giorno no, Rob riesce sempre a fargli ve­dere il lato positivo della si­tuazione.
Vederlo mi incuriosiva e così un giorno gli chiesi: «Io non capisco; non è possibile essere ottimisti ogni giorno; come fai?». Rob mi rispose: «Ogni giorno mi sveglio e mi dico: oggi avrò due possi­bilità. Posso scegliere di essere di buon umore o posso scegliere di essere di cattivo umore. E scelgo di essere di buon umore. Quando qualcosa di brutto mi succede io posso scegliere di essere una vitti­ma o di imparare da ciò. Ed io scelgo di imparare. Ogni volta che qualcuno viene da me a lamentarsi per qualcosa, io posso scegliere di accettare le lamentele, o posso scegliere di aiutarlo a vedere il lato positivo della vita. Ed io scelgo il lato positivo della vita».
«Ma non è sempre così facile», gli dissi.
«Si, lo è - disse Rob -, la vita è tutta una questione di scelte. Sta a te scegliere come reagire alle situazioni, sta a te decidere come lasciare che gli altri influenzino il tuo umore. Tu scegli se essere di buon umore o di cattivo umore. Alla fine sei tu a decidere come vi­vere la tua vita».
 
Dopo quella conversazione ci perdemmo di vista perché io cambiai lavoro, ma spesso mi ritrovai a pensare alle sue parole, quando dovevo fare una scelta nella mia vita.
Ho saputo che Rob aveva avuto un brutto incidente sul lavoro; era caduto da 18 metri d'altezza, e dopo 18 ore di sala opera­toria fu rilasciato dall'ospedale con una piastra d'acciaio nella schiena.
Sono andato a trovarlo e gli ho chiesto come si sentisse: «Se stessi meglio sarei due persone», mi rispose. «Vuoi vedere le mie cicatrici?».
«Ma come fai? - gli chiesi -, ad essere così positivo dopo quel­lo che ti è successo?».
«Mentre stavo cadendo, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata la mia bimba. Poi mentre giacevo per terra, mi sono detto che potevo scegliere di vivere o di morire. Ed ho scelto di vivere».
«Ma non hai mai avuto paura?».
«Sì, quando mi hanno portato in ospedale ed ho visto l'espres­sione sul viso dei medici e dei dottori, ho avuto paura, perché era come se guardassero ad un uomo morto. Poi un'infermiera mi ha chiesto se avessi allergie, ed io risposi "Sì". Tutti mi guarda­rono, ed io urlai: "Sono allergico alla gravità!". Tutti scoppiarono a ridere, ed io dissi: "Ed ora operatemi da uomo vivo, non come se fossi già morto"».
 
Rob mi ha insegnato che ogni giorno abbiamo la possibilità di scegliere di vivere la vita pienamente. Quindi è inutile preoccupar­si sempre per il domani, perché ogni giorno ha i suoi problemi, e domani penseremo ai problemi di domani. Dopo tutto, oggi è il domani di cui ti preoccupavi ieri.
E sull'OGGI, e sul DOMANI come sul IERI, c'è, rassicurante, la pre­senza di un DIO che è PADRE. E accanto la MADRE.Tratto da: “Madonna del Rosario 4/2010”

Nessun commento:

Posta un commento