NECESSITÀ DI SERVIRE DIO. - «Voi non servirete mai a dèi stranieri, disse Iddio al popolo d'Israele, ma temerete il Signore vostro Dio, e lui solo servirete» (Deut. V. 7 - VI, 13). «Adorerete il Signore Dio vostro, ripete Gesù Cristo, ed a lui solo servirete» (MATTH. IV, 10). «Chi vuole avere sottomesso a sé l'inferiore, dice S. Agostino, deve sottoporsi egli medesimo al suo superiore. Riconoscete l'ordine: obbedite voi a Dio e la carne obbedisca a voi. Qual cosa più giusta? qual cosa più bella? Voi stare soggetto a chi vi è superiore e il vostro inferiore stare soggetto a voi. Servite voi colui che vi ha creato, affinché a voi serva quello che è stato fatto per voi. Ma se voi disprezzate il servizio di Dio, non avrete mai la carne soggetta a voi. Voi che non obbedite al Signore, sarete tormentati dallo schiavo (In Psalm. CXLIII)». Vedete Faraone, dice altrove il medesimo Santo; ricusò di obbedire a Dio e si vide costretto a sottoporsi a moscerini.
«Avendo voi ricevuto il Signore Gesù Cristo, scriveva S. Paolo ai Colossesi, camminate in lui, radicati in lui, edificati su lui e rinforzati nella fede quale vi fu insegnata, e fate che abbondi ogni dì più in voi con azioni di grazie» (Coloss. II, 6-7). Notate questo triplice paragone: l° l'Apostolo assomiglia Gesù e la fede in Gesù ad una strada, per la quale bisogna camminare; 2° ad una radice, alla quale noi dobbiamo essere innestati e abbarbicati; 3° ad una pietra fondamentale, su cui dobbiamo fabbricare... A proposito di quel precetto del medesimo Apostolo: «Tutti quelli che si trovano in condizione servile, stimino i loro padroni degni di ogni onore» (I Tim. VI, 1), il Crisostomo fa quest'osservazione: Se l'Apostolo comanda in modo così rigoroso ai servi di obbedire, servire ed onorare i loro padroni; quanto più severo e grande e stringente è per noi l'obbligo di servire il Signore, dal quale abbiamo ogni cosa! (Homil. ad pop.).
Dio ha fatto l'uomo perché lo conosca, conoscendolo l'ami, amandolo lo possegga, e possedendolo ne goda e sia eternamente felice. «Non conoscere Dio, commenta S. Agostino, è morire; conoscerlo, è vivere; disprezzarlo, è perire; servirlo, è regnare (De coelest. Vita)». E se l'anima nostra non è governata dal legittimo re del cielo, dice altrove, è saccheggiata dal tiranno (Serm. LXXXIV de Temp.). Perciò il Salmista cantava: «Applaudite, o popoli, sciogliete inni di gioia al Signore» (Psalm. XLVI, 2); «Il Dio dei prodigi è il nostro Dio per tutti i secoli e nell'eternità» (Psalm. XL VII, 15); «Cercate il Signore, e l'anima vostra avrà vita» (Psalm. LXVIII, 33); «La mia parte è di servire voi, o Signore, osservando la vostra legge» (Psalm. CXVIII, 57); «Ogni anima lodi il Signore» (Psalm. CL, 6). «Il Signore è mia forza e mia gloria, diceva Mosè e con lui ad una voce tutto Israele; egli è stato mia salute; è il mio Dio e lo glorificherò; il Dio dei miei padri e lo esalterò» (Exod. XV, 2).
«Temete il Signore vostro Dio, dice la Scrittura, adoratelo e offritegli i vostri sacrifizi. Osservate le sue cerimonie, i suoi ordini, le sue leggi ed i precetti che ha scritto per voi; adempiteli tutti i giorni della vostra vita e non dimenticate mai l'alleanza che ha stretto con voi» (IV Reg. XVII, 36-38). Il vecchio Tobia esortava il figliolo che servisse il Signore in ogni tempo, lo pregasse di custodirlo in tutti i suoi passi e tenesse sempre il pensiero volto in Dio; che servisse a Dio nella verità e si studiasse di fare quello che sapeva essergli accetto e raccomandasse alla sua famiglia di fare elemosine ed opere di giustizia, di ricordarsi di Dio e benedirlo in ogni tempo nella verità (TOB. IV, 20 - XI, 10-11). Il Signore ci domanda che gli diamo il cuore (Prov. XXIII, 26); e ci avvisa che, consecrandosi al suo servizio, guardiamo di tenerci nella giustizia e nel timore e di preparare l'anima nostra alle prove (Eccli. II, 1). «Cercate il Signore, dice Isaia, mentre vi è dato trovarlo; invocatelo, mentre vi sta dappresso» (ISAI. LV, 6). Secondo S. Bernardo, chi non cerca Iddio, chi non lo serve, non ha nessuna virtù. Il servizio di Dio non deve aver fine. Anche quando abbiamo trovato Iddio, non dobbiamo cessare dal cercarlo con desideri ardenti (De Quadrup. debito).
La Sacra Scrittura, i santi Padri, la Chiesa, la nostra coscienza, i nostri bisogni, la nostra felicità, tutto insomma ci grida che è dovere nostro il servire Dio per tutta la vita.
«Temete il Signore vostro Dio, dice la Scrittura, adoratelo e offritegli i vostri sacrifizi. Osservate le sue cerimonie, i suoi ordini, le sue leggi ed i precetti che ha scritto per voi; adempiteli tutti i giorni della vostra vita e non dimenticate mai l'alleanza che ha stretto con voi» (IV Reg. XVII, 36-38). Il vecchio Tobia esortava il figliolo che servisse il Signore in ogni tempo, lo pregasse di custodirlo in tutti i suoi passi e tenesse sempre il pensiero volto in Dio; che servisse a Dio nella verità e si studiasse di fare quello che sapeva essergli accetto e raccomandasse alla sua famiglia di fare elemosine ed opere di giustizia, di ricordarsi di Dio e benedirlo in ogni tempo nella verità (TOB. IV, 20 - XI, 10-11). Il Signore ci domanda che gli diamo il cuore (Prov. XXIII, 26); e ci avvisa che, consecrandosi al suo servizio, guardiamo di tenerci nella giustizia e nel timore e di preparare l'anima nostra alle prove (Eccli. II, 1). «Cercate il Signore, dice Isaia, mentre vi è dato trovarlo; invocatelo, mentre vi sta dappresso» (ISAI. LV, 6). Secondo S. Bernardo, chi non cerca Iddio, chi non lo serve, non ha nessuna virtù. Il servizio di Dio non deve aver fine. Anche quando abbiamo trovato Iddio, non dobbiamo cessare dal cercarlo con desideri ardenti (De Quadrup. debito).
La Sacra Scrittura, i santi Padri, la Chiesa, la nostra coscienza, i nostri bisogni, la nostra felicità, tutto insomma ci grida che è dovere nostro il servire Dio per tutta la vita.
MOTIVI DI SERVIRE DIO. - Dobbiamo servire Dio perché nostro Creatore..., padre..., redentore..., nostra provvidenza..., nostro benefattore continuo... Dobbiamo servire Dio perché è somma felicità servirlo fedelmente; suprema, immensa disgrazia non servirlo... Egli dice a ciascuno di noi, come già al popolo di Giuda: «Io sono il Signore tuo Dio, che ti ho cavato dalla terra dell'Egitto, dalla casa della schiavitù» (Deut. V, 6). Noi veniamo da Dio, abbiamo tutto da Dio, siamo debitori di tutto a Dio, dell'anima, del corpo, dei beni, della sanità, del cibo, del vestito, ecc.; tutto ciò adunque importa a noi il dovere di attendere al servizio di Dio. con tutta l'anima, con tutto il cuore, con tutte le forze. Tutto quello che abbiamo da lui, si deve consecrare al suo servizio: ora che cosa abbiamo, che non ci venga da lui?.. «Ecco che colui il quale fece il cielo e la terra, sta su la soglia di tua casa, dice S. Bernardo; egli è il tuo Creatore, tu sei la sua creatura; tu il servo, egli il padrone; egli il vasaio, tu il fango di cui forma il vaso. Tutto quello adunque che sei, lo devi a colui dal quale hai ricevuto tutto ciò che hai, a colui che ti ha fatto e ti ha beneficato; è lui che regola a tuo pro il corso degli astri, la temperatura delle stagioni, la fecondità della terra, la copia dei frutti. Lui devi servire con tutto l'affetto, con tutto il vigore dell'anima tua (De Quadrup. debito)». Di maniera che possa dire col Salmista: «L'anima mia vivrà per il mio Dio, e la mia discendenza servirà a lui» (Psalm. XXI, 31).
E' dovere di ogni uomo lodare, pregare, servire incessantemente Iddio col pensiero, con l'opera, con l'anima, col cuore: 1° perché Dio è la maestà infinita, la libertà, la bontà, la misericordia, la santità, la potenza illimitata... 2° A motivo dei suoi doni spirituali e temporali... 3° Tutte le creature anche irragionevoli testimoniano della gloria del loro Creatore e dell'omaggio che gli prestano con la loro bellezza, col loro ordine, con la loro inalterabile obbedienza; col loro esempio invitano e sollecitano l'uomo a conoscerlo, amarlo, servirlo, adorarlo... 4° Perché servire Dio è l'uffizio proprio degli Angeli e dei Santi nel cielo, per tutta l'eternità.In quanto poi all'obbligo di servire Gesù Cristo, non può essere né più chiaro, né più stringente. «Gesù Cristo è morto per tutti, dice il grande Apostolo, affinché tutti quelli che vivono, non vivano omai più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro» (II Cor V, 14-15). «L'anima deve dimenticare se stessa, dice S. Anselmo, ed essere tutta di Gesù Cristo il quale morì per farci morire al peccato, e risuscitò per farci risuscitare alle opere della giustizia (Monolog.)». Per quattro potenti ragioni, dice S. Bernardo, noi dobbiamo consecrare tutta la vita nostra al servizio di Gesù Cristo. 1° In soddisfazione delle nostre colpe passate... 2° Perché è nostro Creatore... 3° Perché nostro Redentore... 4° perché autore della nostra gloria futura (De Quadrup. debito).
Nessun commento:
Posta un commento